Cronaca Italia

Rigopiano, morti salgono a 25: ipotermia, asfissia e schiacciamento le cause

Hotel Rigopiano, morti salgono a 25: ipotermia, asfissia e schiacciamento le cause

Hotel Rigopiano, morti salgono a 25: ipotermia, asfissia e schiacciamento le cause (Foto Ansa)

PESCARA – Ipotermia, asfissia e schiacciamento. Le vittime dell’hotel Rigopiano di Farindola, vicino Pescara, sono morte così. Il 25 gennaio i soccorritori hanno recuperato nel primo pomeriggio il corpo della 25° vittima, una donna non ancora identificata. Sale così il numero delle vittime della valanga che ha travolto l’hotel, mentre i dispersi sono 4. Intanto i risultati delle prime autopsie rivelano che alcuni sono morti istantaneamente, schiacciati dai detriti e dalla neve, mentre per altre vittime come Gabriele D’Angelo potrebbe essere stato il freddo.

Nessuno al momento è stato iscritto nel registro degli indagati per la tragedia che ha colpito l’hotel, che era in possesso di tutte le autorizzazioni. I bollettini di allerta per valanghe era stata regolarmente lanciata, ma qualcosa è andato storto tra le richieste di auto di Giampiero Parete e Quintino Marcella al 118. A percepire la criticità, dopo le scosse di terremoto e la bufera di neve, erano stati gli ospiti che avevano chiesto di poter lasciare l’albergo.

Cristina Tedeschini, il procuratore aggiunto di Pescara, ha dichiarato che non ci sono casi in cui l’esclusiva causa della morte è l’ipotermia, come invece dichiarato dal medico legale della famiglia di Gabriele D’Angelo:

“I primi sei accertamenti autoptici che sono stati acquisti hanno dinamiche di decesso diverse l’una dall’altra. In alcuni casi, ci sono state morti immediate per schiacciamento, in altri casi ci sono stati decessi meno immediati con concorrenza di cause: schiacciamento, ipotermia e asfissia. Non ci sono casi in cui la causa esclusiva è l’ipotermia. Abbiamo casi di esclusivo schiacciamento e casi di concorrenza di cause, ma temporalmente assai prossime”.

Una indagine per disastro colposo e omicidio plurimo colposo è stata aperta, ma il pm Tedeschini sottolinea che al momento non ci sono indagati e sono state effettuate acquisizioni importanti di materiale utile agli inquirenti:

“Sulla base delle informazioni in mio possesso, l’hotel era in possesso di tutte le autorizzazioni. Le telefonate registrate sono state acquisite, io le ho ascoltate e mi sembra evidente che ci siano state incomprensioni relative alle richieste di aiuto lanciate da Giampiero Parete e Quintino Marcella il 18 gennaio”.

Il pm di Pescara ha poi ribadito che i bollettini di avviso per il pericolo di valanghe erano stati diramati:

“I bollettini Meteomont sono stati regolarmente redatti, trasmessi e ricevuti dai destinatari istituzionali. Questo è  un fatto certo”.

Questo è un punto importante per l’inchiesta, per capire quali soggetti istituzionali abbiano effettivamente ricevuto per tempo, il 18 gennaio scorso, il bollettino che indicava un rischio valanghe 4 in una scala da 0 a 5. Quel che è certo, sottolinea la Tedeschini, è che gli ospiti dell’albergo avevano già percepito la criticità della situazione:

“La situazione complessiva, percepita dagli ospiti dell’hotel il 18 gennaio, era sicuramente di criticità, sia in mattinata sia, soprattutto, nel pomeriggio e c’era una diffusa volontà di lasciare l’albergo. Anche nella giornata precedente altre criticità erano state segnalate dal gestore dell’hotel, ma erano di altro tipo, ad esempio relative alla mancanza di gasolio e a problemi di viabilità”.

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