Cronaca Italia

Hotel Rigopiano spazzato via dalla neve: oltre 25 dispersi e 4 morti

Hotel Rigopiano spazzato via dalla neve: oltre 25 dispersi e 2 morti

Hotel Rigopiano spazzato via dalla neve: oltre 25 dispersi e 2 morti (Foto Ansa)

PESCARA – Oltre 25 dispersi e 4 morti. Questo il bilancio ancora provvisorio della tragedia che ha colpito l’hotel Rigopiano di Farindola, spazzato via dalla valanga innescata dal terremoto del centro Italia. Gli ospiti erano nella hall, da ore volevano lasciare l’albergo in attesa di uno spazzaneve mai arrivato. I dipendenti, invece, si erano riuniti al bar. La potenza della valanga li ha travolti, spazzando via l’edificio, invadendo con prepotenza la struttura e li ha seppelliti.

Le linee telefoniche, per via del maltempo, erano fuori servizio. Dai dati registrati dalla questura, c’erano 22 clienti e 7 dipendenti, più qualche altro ospite, forse 35 persone circa. Tre sono le salme recuperate, scrive Repubblica, una quella localizzata e solo 2 i sopravvissuti. Di tutti gli altri non c’è traccia.

I soccorsi sono arrivati dopo ore e la scena che si sono trovati davanti è quella di una catastrofe. Metà dell’edificio è stato spalmato dalla valanga, racconta uno degli scialpinisti del Soccorso alpino arrivato sul luogo della tragedia, Luigi Piccirilli:

“Per noi è un caso molto difficile, anche perché di solito siamo abituati a operare con la neve e non le macerie. La situazione è drammatica ma la speranza c’è sempre perché anche in casi di valanghe per così dire normali ci sono stati dei salvataggi che potevano sembrare insperati”.

Anche Cristian Labati, arrivato insieme ad Agostino Zini, Daniele Nasci e Alessandro Tedeschi via sci nella notte tra 18 e 19 gennaio, ha raccontato lo choc alla vista dell’hotel Rigopiano e parla di poche speranze di trovare i dispersi ancora vivi:

“Una roba da non credere, è stato scioccante, mai visto niente del genere. Temo ci siano poche speranze di ritrovarli in vita. Abbiamo compiuto piccoli sondaggi, ma ci siamo trovati di fronte un muro di neve e macerie”.

La sera prima della tragedia sull’hotel Rigopiano era caduta la neve, tanta neve. Due metri in un giorno e mezzo. Gli ospiti dell’hotel avevano pagato il soggiorno, impauriti dalle scosse di terremoto, e volevano tornare a casa ma lo spazzaneve per liberare la strada non arrivava. Per questo Bruno Di Tommaso, il direttore, era sceso a Pescara. Voleva trovare aiuto, ma la valanga è arrivata prima e ha spazzato via ogni cosa che ha trovato davanti a sé.

Ilario Lacchetta, il sindaco di Farindola, ha dichiarato che le speranze di trovare qualcuno ancora in vita si riducono di ora in ora:

“Con il passare delle ore le speranze di trovare qualcuno in vita si riducono sempre di più, per questo l’unica cosa che mi vien voglia di fare è abbracciare uno ad uno tutti i parenti di chi era lassù”.

Due soli, Giampiero e Fabio, possono descrivere davvero l’enorme massa di neve che si è abbattuta sulle loro vite. Fabio Salzetta, il tuttofare dell’albergo, deve la vita al cemento armato del locale caldaia. Giampiero Parete, invece, al mal di testa della moglie, che sta ancora sotto le macerie insieme ai figli di 6 e 8 anni. Alle 17.40, dieci minuti dopo la slavina, Giampiero aveva già capito tutto: “E’ caduto l’albergo”, ha scritto in un sms al suo datore di lavoro, Marcella Quintino. E oggi ha ribadito: “Ho sentito rumori e scricchiolii. Poi ho visto la montagna cadere addosso all’edificio”.

In 135 sono al lavoro e i commenti quando scendono dalla montagna sono tutti uguali. La frana è “immensa”. “Scavare è difficilissimo”. “Non c’è più niente”. Luca Cari, il direttore della comunicazione d’emergenza dei vigili del fuoco, usa frasi secche:

“La situazione è drammatica. L’intera struttura è stata spazzata via, è rimasto in piedi solo un pezzetto. Ci sono tonnellate di neve, alberi e detriti. I materassi sono stati trascinati a centinaia di metri”.

Le immagini girate dai soccorritori arrivati in elicottero e quelle scattate a terra non richiedono parole o descrizioni. L’hotel Rigopiano è stato sventrato dalla massa di neve, con una forza violentissima. La slavina ha un fronte di 300 metri e un metro cubo di neve pesa 850 kg. Spiegano i soccorritori:

“Ma questa neve è parecchio bagnata diciamo che in questo caso un metro cubo arriva a pesare una tonnellata”.

E sull’hotel ne sono piovute decine. Il geologo Gian Gabriele Ori, dell’università di Chieti, ricostruisce l’accaduto:

“E’ stata un’enorme ‘colata di detriti’, un fenomeno raro, che ha acquisito forza e velocità notevoli sotto la pressione della neve. Il terremoto lo ha innescato, come una miccia”.

E sotto quell’enorme colata di detriti si trovano ancora gli ospiti dell’hotel, mentre i soccorritori lottano contro il tempo e la speranza di salvarli, ora dopo ora, si affievolisce.

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