Blitz quotidiano
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Operazione “Smile” si chiama così perché rubavano sui denti

MILANO – Altro scandalo alla Regione Lombardia. Stavolta grazie a quella ribattezzata dagli investigatori come operazione “Smile”. Dove smile sta per sorriso, questo perchè si tratta di presunti appalti truccati per aziende odontoiatriche. In manette finisce anche Fabio Rizzi, 49 anni, ex senatore, braccio destro di Roberto Maroni e “padre” della Riforma sanitaria, provvedimento di cui il governatore lombardo si è detto più volte fiero. In Regione era in corso la commemorazione delle vittime delle forze dell’ordine quando si sono presentati i carabinieri del comando provinciale: si sono diretti nell’ufficio di Rizzi e hanno iniziato a perquisirlo. Erano gli investigatori dell’operazione “Smile”, 21 arresti (uno è Rizzi) per tangenti in sanità. Arrivata la notizia, in Regione è stata subito sciolta l’assemblea e riunita la capigruppo.

I carabinieri tolgono quindi lo smile alla Regione. Un’operazione contro irregolarità in appalti odontoiatrici. I militari hanno eseguito una misura cautelare emessa dal Tribunale di Monza, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 21 persone a vario titolo ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio.

In carcere è finito anche un imprenditore vicino a Rizzi, Mario Valentino Longo. Ma anche la compagna di Rizzi è stata raggiunta da un ordine di custodia cautelare ai domiciliari, alla quale sono stati concessi gli arresti domiciliari. Per tutti e due c’è la contestazione dell’associazione per delinquere. L’inchiesta è condotta dal tribunale di Monza e si muove sull’ipotesi dell’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio. Al centro dell’operazione c’è un gruppo imprenditoriale accusato di aver turbato in proprio favore l’aggiudicazione di una serie di appalti pubblici, banditi da diverse aziende ospedaliere per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici, corrompendo i funzionari preposti alla gestione delle gare.

Nel corso delle indagini sono stati ricostruiti episodi corruttivi nei confronti di 10 soggetti investiti di funzioni pubbliche, condizionamenti nell’aggiudicazione e nello svolgimento di appalti indetti da aziende ospedaliere della Lombardia, oltre ad analoghe ingerenze nelle procedure di contrattazione con importanti strutture sanitarie private accreditate con il Sistema sanitario nazionale.