Cronaca Italia

Igor il russo, la caccia all’uomo si estende alla provincia di Ravenna

Igor il russo, la caccia all'uomo si estende alla provincia di Ravenna

Igor il russo, la caccia all’uomo si estende alla provincia di Ravenna (Foto Ansa)

RAVENNA – La caccia a Norbert Feher, noto anche come “Igor il russo” o Igor Vaclavic, il cittadino serbo indagato per tre omicidi tra Bologna e Ferrara, si allarga alla provincia di Ravenna. I carabinieri hanno effettuato controlli in alcuni casolari nella zona di Ponte Bastia, al di là del confine ferrarese.

C’erano state alcune segnalazioni, che poi non hanno avuto esito, ma in ogni caso all’Arma si erano aggiunti per le verifiche anche uomini dei reparti speciali, da oltre un mese impegnati nelle operazioni.

I controlli hanno portato all’identificazione di alcuni extracomunitari e al ritrovamento di sostanze stupefacenti, mentre del killer in fuga dal primo aprile ancora non c’è traccia. E’ il segno, comunque, che il raggio di azione e di verifica si sta allargando, non limitandosi più unicamente alla ‘zona rossa’ delle oasi di Marmorta e Campotto. 

Alcuni giorni fa, il 12 maggio, è stato trovato il primo frammento di impronta digitale che ha permesso di collegare con certezza Norbert Feher: è stato rilevato sulla prima di copertina di un dizionario italiano-spagnolo.

Il vocabolario è uno degli oggetti abbandonati sul Fiorino rubato dal killer, a lato di una strada tra Molinella e Consandolo l’8 aprile, su cui sono stati fatti fare i rilievi da parte del Ris. Tra gli altri oggetti, anche un kit di pronto soccorso e una bici.

Sul profilo Facebook di Ezechiele Norberto Feher, come si faceva chiamare sul social network, Valencia è indicata come città di residenza e sembra che l’indagato sia stato per in Spagna per un viaggio nel 2016. Oltre alle impronte, poi repertate anche su altri oggetti trovati nel furgoncino, a inchiodare lo straniero c’è il Dna estratto dal sangue trovato fuori dal bar di Budrio, dove Feher è rimasto ferito in una colluttazione con la vittima, il barista Davide Fabbri. Il profilo è stato lo stesso estratto dal sangue su guanti e trame di tessuto sul furgone.

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