Cronaca Italia

Igor il Russo latitante, distrutte prove contro di lui: non ci sono impronte né dna

Igor il Russo latitante, distrutte prove contro di lui: non ci sono impronte né dna

Igor il Russo latitante, distrutte prove contro di lui: non ci sono impronte né dna

ROMA – Le forze speciali ormai hanno chiuso le ricerche di Igor il Russo, ormai latitante da quasi 3 mesi. Il killer di Budrio era però noto ai magistrati da tempo, per reati come furti, rapine e aggressioni a lungo sottovalutate dai tribunali italiani.

In un caso, come ricorda La Nuova Ferrara, è arrivata addirittura la beffa: le prove di uno dei suoi delitti più brutali, il sequestro di un artigiano di Villanova di Denore il 26 luglio 2015, sono state distrutte su ordine del magistrato inquirente. Lì c’erano le impronte e il Dna di Norbert Feher, che avrebbe almeno permesso l’identificazione certa del delinquente.

Sull’aggressione all’artigiano, massacrato di botte nella sua villa da Igor il Russo e altri tre criminali, le falle della magistratura sono evidenti scrive Libero Quotidiano.

Nessuno mette in relazione quel crimine agli altri registrati nella zona e compiuti dalla stessa banda. Poche settimane dopo l’orrore si ripete, ancora più clamoroso: un pensionato di Aguscello il 9 settembre viene tenuto in ostaggio nella sua casa, picchiato e poi gettato vivo in un fosso, dopo due giorni. Morirà così. Nessun magistrato mette in relazione i due fatti accaduti a pochi chilometri di distanza, i reperti delle inchieste, archiviate “a opera di ignoti”, vengono fatti distruggere.

C’è poi il caso, altro esempio di inefficienza italiana, della mancata espulsione di Igor, pur disposta con decreto dal questore di Rovigo dopo la scarcerazione. Igor è rimasto in Italia, da irregolare, libero di delinquere, rubare, uccidere.

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