Cronaca Italia

Il contadino, la bancaria, l’ingegnere e l’architetto: i 4 scalatori morti a Gressoney

Il contadino, la bancaria, l'ingegnere e l'architetto: i 4 scalatori morti a Gressoney02
  • Il contadino, la bancaria, l'ingegnere e l'architetto: i 4 scalatori morti a Gressoney04
  • Il contadino, la bancaria, l'ingegnere e l'architetto: i 4 scalatori morti a Gressoney01
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GRESSONEY – Antonella Gallo, 51 anni bancaria spezzina, Fabrizio Recchia, 51 anni ingegnere residente nella provincia della Spezia a Vezzano Ligure, Antonella Gerini di 50 anni, architetto di Carrara, e Mauro Franceschini, contadino di 58 anni, di Caprigliola (Ms). Sono i nomi dei quattro alpinisti inghiottiti dalla cascata di ghiaccio a Gressoney-Saint-Jean (Aosta). Un gruppo affiatato, di scalatori esperti, che in quelle condizioni estreme avevano imparato a fidarsi ciecamente l’uno dell’altro.

Quando non insegnavano nei corsi del Club alpino italiano andavano sempre a scalare insieme. Proprio come ieri, giovedì 16 febbraio, una toccata e fuga dalla Lunigiana per affondare ramponi e piccozze in una cascata di ghiaccio in Valle d’Aosta. All’improvviso quella tonnellata di ghiaccio si è sbriciolata sotto i loro occhi, travolgendoli.

Sono morti così, facendo quello che li univa da anni, sulla cascata chiamata beffardamente Bonne année (buon anno). Il loro amico, Tino Amore, 60 anni, istruttore del Cai, unico sopravvissuto, era in parete quando il lastrone di ghiaccio si è staccato. Tutti gli altri, rimasti in basso, non hanno avuto scampo.

“Erano esperti, altamente qualificati”, conferma il presidente del Cai di Fivizzano, Davide Benedetti. Tre di loro erano istruttori nella sua sezione: Fabrizio Recchia, l’ingegnere Antonella Gerini, l’architetto, e Mauro Franceschini, il contadino. La bancaria Antonella Gallo, invece “era un’alpinista che andava sempre in montagna con loro. A breve sarebbe entrata nel percorso che l’avrebbe portata a diventare istruttrice”, ricorda Benedetti.

Sulla sua pagina Facebook, Franceschini si descriveva così: “Contadino istruttore nazionale di alpinismo, istruttore di arrampicata libera, innamorato del Monte Bianco”. Un amico gli scrive laconico: “Ho iniziato ad arrampicare con te. Era il 1986. Ciao Mauro”.

Neanche quando era appesa in parete Antonella Gallo risparmiava un sorriso: fisico atletico, lunga chioma bionda, seguiva le orme dei suoi amici. “Da volontari – ricorda Benedetti – trascorrevano tempo in montagna a istruire i soci. Erano persone eccezionali”.

L’ultima volta il presidente Cai li ha visti domenica: “Ho incontrato Fabrizio Recchia e Antonella Gallo, non mi avevano neppure detto di aver programmato questa scalata a Gressoney. Forse avrebbe dovuto essere un’uscita in giornata, una delle tante che hanno fatto assieme”. Proprio Recchia era stato tra i promotori del “Corso ghiaccio 2016”, organizzato dalla scuola di alpinismo “Lunigiana verticale” del Cai di Fivizzano.

Sulle loro capacità non hanno dubbi neppure i soccorritori. “Erano esperti, erano bravi, l’attrezzatura era idonea e corretta”, spiega Alessandro Comune, guida alpina che ha partecipato ai soccorsi dopo il crollo della cascata.

Tra gli album fotografici di Antonella Gerini c’è anche quello realizzato sul massiccio del Monte Bianco. Foto scattate nell’estate del 2012, quando era salita sul Mont Greuvetta, insieme ai suoi amici.

 

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