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Che cos’è il Policlinico di Messina: baroni e degrado tra medici e “pugili”

di Veronica Nicosia

ospedaleCom’è possibile che in un Policlinico universitario, quello di Messina, una donna ed il suo bambino rischino la vita per una lite in sala parto tra quei medici che dovrebbero aiutarla? A questa domanda ha cercato di rispondere un reportage del quotidiano La Stampa, che ha portato alla luce uno stato di profondo degrado delle condizioni del sistema sanitario messinese e di baroni, che approfittano del loro posto per ottenere posizioni privilegiate per sé o per i propri cari , non sorprende che all’interno dell’ospedale universitario metà dei 1.500 docenti ha almeno un omonimo tra padri, figli, mogli, nipoti e cugini. La regola dell’omertà vale più di un codice rosso.

La realtà del Policlinico di Messina è fatta da tante storie, quella di Giuseppe Longo, il “topacchione assassino” delle intercettazioni indagato per mafia e poi assolto, o quella dell’attuale Magnifico Rettore Francesco Tomasello, ordinario di Neurochirurgia, accusato con altri 23 tra docenti, funzionari e ricercatori di aver truccato un concorso a Veterinaria. Così la vicenda dei due medici che si sono improvvisati boxeur mentre la paziente attendeva il parto cesareo è solo l’ultima delle tante storie che in un luogo dove è in gioco la vita delle persone non dovrebbe verificarsi.

La Stampa ha intervistato anche Giuseppe Pecoraro, che guida da 3 anni il Policlinico, dapprima come commissario straordinario ed ora come direttore generale, che racconta: “Quando sono arrivato qui mi sono trovato davanti a un fenomeno incontrollato di medici estranei ai reparti che chiedevano di svolgere attività di volontariato, un modo per curare i loro interessi professionali privati fregiandosi della griffe Policlinico e assicurando con facilità ai pazienti una serie di servizi ospedalieri, dai prelievi di sangue alle ecografie ai ricoveri. Una follia diventata prassi che evidentemente, nonostante i miei divieti, continua ad allignare”.

Questo è il caso di Antonio De Vivo, assegnista di ricerca che ha portato al Policlinico per il parto Laura Salpietro,  la sua paziente in regime privatistico, sebbene questo non sia permesso, come ha continuato Pecoraro: “Questa cosa ha un nome e si chiama esercizio abusivo della professione, un assegnista non può svolgere alcuna attività assistenziale autonoma. La responsabilità è di chi gliel’ha consentito, a partire dal primario del reparto”, cioè il primario Domenico Granese, che ora rischia il posto, alla luce degli annunci di Pecoraro, che dopo l’incontro con Ferruccio Fazio, ministro della Salute, e Massimo Russo, assessore alla Sanità, annuncia provvedimenti forti e il commissariamento del reparto, ritenuto “uno dei punti deboli dell’ospedale”.

Ma se questo è un punto debole, perché le donne di Messina scelgono proprio il Policlinico per far nascere i loro bambini? Alla domanda La Stampa risponde prontamente ed il motivo è evidente: perché recarsi alla struttura “Piemonte” che è in via di chiusura, o al “Papardo”, dove nel reparto di Ginecologia appena restaurato è crollato parte del soffitto, quando recandosi al Policlinico è possibile far entrare, grazie a medici di guardia compiacenti,  un assegnista come De Vivo, che da solo non potrebbe operare nell’ospedale.

Il problema sorge però se il medico di guardia non è  amico del sedicente assegnista, come nel caso di Vincenzo Benedetto, professore a capo del centro per la cura della sterilità di coppia, che si è improvvisato pugile per una divergenza di opinione. Mettendo a rischio le vite di coloro che hanno la sventura di capitargli fra le mani.

30 agosto 2010 | 13:24

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Un commento a “Che cos’è il Policlinico di Messina: baroni e degrado tra medici e “pugili””

  • [...] La réalité de la Polyclinique de Messine est faite de plusieurs histoires , celle de Joseph Longo , la meurtrière " topacchione " intercepte objet d'une enquête pour la mafia , puis acquitté , ou celle du Recteur Francesco Tomasello , professeur de neurochirurgie , chargé de 23 enseignants, les fonctionnaires et les chercheurs avaient truqué le concours d' un vétérinaire. Ainsi l'histoire de deux médecins qui sont improvisé boxeur pendant que le patient a attendu de césarienne n'est que la dernière des nombreuses histoires dans un endroit où la vie des gens est en jeu ne devrait pas arriver . selon le quotidien italien Blitz [...]

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