Cronaca Italia

Incendio ghetto migranti: forse l’hanno appiccato. Non se ne volevano andare

Incendio ghetto migranti: forse l'hanno appiccato loro. Non se ne volevano andare

Incendio ghetto migranti: forse l’hanno appiccato loro. Non se ne volevano andare

ROMA – Incendio ghetto migranti: forse l’hanno appiccato. Non se ne volevano andare. Nell’incendio notturno al Gran Ghetto delle campagne  tra San Severo e Rignano Garganico, nella provincia di Foggia, la baraccopoli che ospitava 300 migranti, di sicuro c’è la conta delle vittime: due giovani africani, di nazionalità maliana, si chiamavano Mamadou Konate e Nouhou Doumbia. Molti elementi indicano come probabile la natura dolosa del rogo.

Il Ghetto è abitato da alcune centinaia di migranti impegnati nella raccolta dei prodotti agricoli nelle campagne della zona. Due giorni fa era cominciato lo sgombero da parte delle forze dell’ordine disposto dalla Dda di Bari nell’ambito di indagini avviate nel marzo del 2016 e culminate con il sequestro probatorio con facoltà d’uso della baraccopoli per presunte infiltrazioni della criminalità.

Due giorni fa, sempre nell’ambito di queste indagini, è stato deciso ed avviato lo sgombero che non è avvenuto totalmente perché alcuni dei 350 migranti che erano nella baraccopoli si sono rifiutati di lasciare il ‘Ghetto’. Ieri mattina alcuni di loro – circa 200 – hanno protestato davanti alla prefettura di Foggia, ribadendo di non voler lasciare il Ghetto e chiedendo di voler parlare con il prefetto.

L’incendio si è sviluppato su un’area di oltre 5000mq e ha distrutto un centinaio di baracche. Quando le tre squadre di vigili del fuoco sono riuscite a circoscrivere e spegnere le fiamme hanno trovato i corpi carbonizzati dei due africani.

To Top