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Incendio Pomezia, nube tossica e forse amianto. Raggi: “Finestre chiuse in 21 Comuni, nessun problema a Roma”

Incendio Pomezia, nube tossica e forse amianto: finestre chiuse in 21 Comuni

Incendio Pomezia, nube tossica e forse amianto: finestre chiuse in 21 Comuni

ROMA – Una nube tossica si è levata dalla Eco X, azienda di Pomezia vicino Roma, e si è abbattuta su 21 Comuni limitrofi facendo scattare l’emergenza. La nube originata dall’incendio di alcuni rifiuti di plastica si è poi diradata nel pomeriggio del 5 maggio, dopo che il rogo ha fatto levare una colonna di denso fumo nero dalla mattina di venerdì. Il rischio ora è che nel particolato possa esserci dell’amianto, che avrebbe potuto essere presente nelle coperture di cemento dei capannoni dell’impianto.

L‘Arpa Lazio sta effettuando rilievi per stabilire l’entità del danno ambientale, mentre la Asl Roma 6 ha invitato i cittadini di 21 Comuni a stare attenti. Fortunatamente non ci sono stati intossicati né feriti e ora la Procura di Velletri ha aperto un fascicolo per indagare sull’accaduto. L’incendio per ora non ha prodotto ricadute sul territorio di Roma Capitale. Il Campidoglio ha infatti fatto sapere che

“al fine di rassicurare i cittadini, si comunica che al momento non sono pervenute note o raccomandazioni all’amministrazione capitolina, dalle Asl e dalle altre istituzioni competenti, su eventuali misure da assumere a tutela dell’incolumità della popolazione”.

Nube tossica e possibile presenza di amianto.

Parlando dell’incendio del 5 maggio a Pomezia Narciso Mostarda, direttore dell’Asl Roma 6, ha dichiarato che potrebbe esserci contaminazione da amianto:

“Ritenendo possibile la presenza di coperture in cemento amianto sui capannoni dell’impianto, è stato richiesto ad Arpa Lazio di poter estendere le attività di campionamento ambientale al fine di determinare l’eventuale presenza di fibre aerodisperse. Contestualmente è stato contattato il Centro Regionale Amianto della Asl di Viterbo per concordare l’analisi dei campioni ed eventuali ulteriori accertamenti da effettuare”.

Per stabilire l’entità del danno ambientale ci vorranno almeno 4 o 5 giorni, spiega Marco Lupo, direttore generale dell’Arpa Lazio:

“Per avere i risultati delle analisi ci vorranno 4-5 giorni, nella percezione comune c’è l’idea che i dati arrivino in diretta ma non è così: bisogna mandare i campioni in laboratorio. Un incendio simile è certamente dannoso per l’ambiente. Per questo occorre fare attenzione alle zone di ricaduta, per capire dove andare a cercare i possibili contaminanti. Stiamo facendo uno studio sulla base dei venti e delle condizioni meteo, ma tutte le analisi saranno contenute in una relazione dopo gli esiti del laboratorio”.

Alla domanda se si aspetta delle ricadute su Roma, Lupo ha risposto che per ora nulla è stato rilevato in questo senso, ma nel caso dell’incendio di Albano di qualche mese fa su Roma non sono state rilevate variazioni. Riguardo alla natura dell’ incendio, “dovrebbe trattarsi di imballaggi, quindi carta, legno e plastica”. Per poter riaprire le finestre, secondo l’esperienza di Lupo, servirà ancora attendere un po’

“perché questo tipo di incendi non si spengono subito, ma una volta spenta la fonte primaria, essendo all’aperto, dovrebbe essere una cosa veloce”. La fase successiva sarà quella dell’analisi dei terreni e delle piante a foglia larga: “Se sarà trovata una contaminazione, allora bisognerà fare un’analisi del rischio ed eventualmente bonificare”.

Virginia Raggi, sindaco della Città Metropolitana: “Finestre chiuse in 21 Comuni”

Se a Roma non si dovrebbero registrare problemi, diversa è la situazione in molti comuni della provincia. Virginia Raggi, come sindaco della Città metropolitana, dopo le indicazioni della Asl Roma 6 sulla nube scaturita dall’incendio vicino Pomezia, invita i cittadini di 21 Comuni, “Nettuno, Anzio, Pomezia, Ardea, Velletri, Lavinio, Lanuvio, Genzano, Albano laziale, Ariccia, Nemi, Castel Gandolfo, Marino, Ciampino, Frascati, Grottaferrata, Rocca di Papa, Rocca Priora, Montecompatri, Monte Porzio Catone e Colonna a tenere chiuse le finestre di abitazioni, scuole, uffici, strutture sanitarie e socio-assistenziali”.

La Raggi ha anche invitato i cittadini dei 21 Comuni a limitare gli spostamenti se non strettamente necessari e nei prossimi giorni di lavare con accuratezza frutta e verdura, come prescritto e indicato dalla struttura sanitaria. Gli uffici della Città metropolitana di Roma Capitale sono in contatto con i Comuni attraversati dalla nube che si è sprigionata dopo un vasto incendio che ha interessato una fabbrica di smaltimento di rifiuti plastici di Pomezia e ha detto:

“Siamo in contatto con le amministrazioni comunali della zona sud di Roma interessati dalla nube che si è sprigionata questa mattina da una azienda di Pomezia. Manterremo uno stretto contatto anche con l’Arpa alla quale abbiamo chiesto un monitoraggio della situazione e relativi aggiornamenti con intervalli i due ore”.

Incendio colposo, Procura di Velletri apre un fascicolo

La procura di Velletri ha aperto un’inchiesta sul rogo divampato in un deposito di plastica a Pomezia e procede per incendio colposo. Il procuratore Francesco Prete ha affidato gli accertamenti al sostituto Luigi Paoletti ed il primo atto è stato quello di affidare all’Arpa l’incarico di monitorare l’aria, il suolo, il sottosuolo oltre alle falde acquifere. Gli esiti di questi primi interventi sono previsti nel giro di un paio di giorni e lo stesso tempo sarà necessario per domare i focolai dell’incendio.

Quindi l’area sarà sottoposta a sequestro ed inizieranno i rilievi per verificare le cause dell’incendio ed il rispetto delle norme antinfortunistiche. Le cause dell’incendio sono ancora da accertare. I pompieri sono al lavoro per spegnere il vasto incendio, solo dopo si procederà per individuare le cause.

Nube tossica resta su via Pontina: le previsioni meteo

La nuvola di fumo nero che si è formata a causa dell’incendio nell’azienda Eco X sulla via Pontina “continuerà ad insistere, densa, nella zona perché i venti sono deboli”, spiega il meteorologo Andrea Giuliacci del centro Epson Meteo. Nelle prime ore della giornata di sabato 6 maggio, a 24 ore dal rogo, prosegue l’esperto

“non cambierà molto perché ci sarà vento di scirocco, da 10-20 chilometri orari, mentre a metà giornata il vento diventerà moderato, di circa 40 chilometri all’ora di intensità” e soffierà dapprima “da sud est, poi da sud e poi da sud ovest spostando la nube verso l’interno” verosimilmente verso i Castelli Romani. Ma “nel frattempo la densità della nube dovrebbe essersi diluita, e come residuo potrebbe arrivare anche a Roma”.

 

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