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Incendio Pomezia, nube tossica: allerta amianto. Campidoglio: “A Roma sud chiudete le finestre”

Incendio Pomezia, nube tossica. L'allarme: "Sospetto amianto". Raggi: "Finestre chiuse in 21 comuni"

Incendio Pomezia, nube tossica. L’allarme: “Sospetto amianto”. Raggi: “Finestre chiuse in 21 comuni”

ROMA – Adesso è allarme amianto dopo l’incendio che ieri, venerdì 5 maggio, è divampato all’interno di Eco X, un deposito di plastiche, carta e altri materiali riciclati di Pomezia: a causa della combustione nel cielo si è innalzata una grande nube di fumo nero, visibile a diversi chilometri di distanza. Arriva anche una nota del Campidoglio: “A Roma sud è meglio chiudere le finestre”.

“Ritenendo possibile la presenza di coperture in cemento amianto sui capannoni dell’impianto – è l’allarme del direttore generale della Asl Roma 6 Narciso Mostarda – è stato richiesto ad Arpa Lazio di poter estendere le attività di campionamento ambientale al fine di determinare l’eventuale presenza di fibre aerodisperse”.

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“Contestualmente è stato contattato il Centro Regionale Amianto della Asl di Viterbo” ha aggiunto Mostarda, “per concordare l’analisi dei campioni ed eventuali ulteriori accertamenti da effettuare”.

“Se dovesse essere confermata la presenza di materiali in amianto, specialmente nelle coperture e sui capannoni, i danni sarebbero irreversibili”. Lo afferma l’Osservatorio nazionale amianto (Ona), parlando di “disastro ambientale in atto” e annunciando che si costituirà parte civile. Di fronte a tale rischio, l’Ona, associazione rappresentativa delle vittime e dei familiari esposti ad amianto, è scesa in campo costituendo un’unità di crisi, con medici, tecnici ed esperti per supportare qualsiasi richiesta che giungesse dalle popolazioni interessate. L’Ona chiede anche che siano evitate forme di esposizione ad amianto, “anche dei Vigili del Fuoco intervenuti, che abbiamo visto ancora privi di maschere protettive per amianto”. Infatti, avverte l’Osservatorio, “soltanto evitando ogni forma di esposizione all’agente killer, che è provato essere cancerogeno, è possibile evitare il rischio di insorgenza di patologie”.

Una zona rossa nel raggio di due chilometri dal deposito. Il Comune ha disposto per i cittadini residenti nelle zone “circostanti l’origine dell’incendio per un raggio di 2 chilometri di mantenere la chiusura delle aperture delle abitazioni e delle attività commerciali, industriali e di servizi, al fine di prevenire un possibile passaggio di inquinanti, compresi gli impianti di areazione forzata”.

Virginia Raggi, dopo le indicazioni della Asl Roma 6, ha invitato i cittadini di 21 Comuni, “Nettuno, Anzio, Pomezia, Ardea, Velletri, Lavinio, Lanuvio, Genzano, Albano laziale, Ariccia, Nemi, Castel Gandolfo, Marino, Ciampino, Frascati, Grottaferrata, Rocca di Papa, Rocca Priora, Montecompatri, Monte Porzio Catone e Colonna, a tenere chiuse le finestre di abitazioni, scuole, uffici, strutture sanitarie e socio-assistenziali”.

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