Cronaca Italia

Inchiesta tangenti in Nigeria, Eni: “Massima fiducia in Claudio Descalzi”

Inchiesta tangenti in Nigeria, Eni: "Massima fiducia in Claudio Descalzi"

SAN DONATO MILANESE (MILANO) – In relazione alle notizie riportate dai media sulla richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Milano per la vicenda dell’acquisizione nel 2011 di una quota nella licenza denominata OPL 245 in Nigeria, il Consiglio di Amministrazione di Eni, anche sulla base delle approfondite analisi legali ad oggi effettuate, ha confermato la massima fiducia sulla estraneità di Eni dalle asserite condotte corruttive per la richiamata vicenda.

In una nota il Cda del colosso energetico italiano commenta così la notizia della richiesta, da parte della Procura di Milano, del rinvio a giudizio per l’amministratore delegato del gruppo, Claudio Descalzi, per l’ex amministratore delegato Paolo Scaroni e per altre nove persone, tra cui Luigi Bisignani, la stessa Eni e Shell, queste ultime due indagate in base alle legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, nell’ambito del procedimento con al centro l’accusa di corruzione internazionale per una presunta maxi-tangente da 1 miliardo e 92 milioni di dollari che sarebbe stata versata da Eni e Shell a politici nigeriani per l’acquisizione nel 2011 di un giacimento petrolifero in Nigeria noto con la sigla ‘Opl-245’.

Il Consiglio di Amministrazione rende noto di aver confermato la massima fiducia nell’Amministratore Delegato Claudio Descalzi sull’estraneità alle condotte oggetto di indagine e in generale sul ruolo di capo azienda. Il Consiglio di Amministrazione ha confermato anche la massima fiducia verso la magistratura.

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