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Tempa Rossa, ex vertici Total condannati verso prescrizione

POTENZA – Gli ex vertici di Total sono stati condannati a pene comprese tra i 2  i 7 anni dal Tribunale di Potenza nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione del centro oli di Tempa Rossa, tra Corleto Perticara vicino Potenza e Gorgolione in provincia di Matera. Oltre agli ex vertici, sono stati coinvolti nel processo anche alcuni imprenditori ed amministratori, per un totale di 31 imputati e 9 condannati. Le condanne riguardano fatti contestati nel 2008 e a giugno 2016 le accuse cadranno in prescrizione.

I giudici del tribunale sono rimasti circa quattro ore in camera di consiglio il 4 aprile prima di emettere la sentenza per gli ex vertici della Total. La vicenda, diversa dalle indagini attualmente in corso che sono costate al ministro dello Sviluppo economico  Federica Guidi le dimissioni, si riferisce ai lavori per la costruzione del centro oli di “Tempa rossa”, fra Corleto Perticara (Potenza) e Gorgoglione (Matera). L’inchiesta, coordinata dall’allora pm di Potenza Henry John Woodcock, risale al 2008.

Il Tribunale di Potenza ha condannato in tutto 9 persone, imputate a vario titolo per corruzione, concussione e turbativa d’asta per l’esproprio dei terreni e i lavori di realizzazione del Centro oli di “Tempa Rossa”, nell’ambito del processo allora chiamato “Totalgate”, per pene che complessivamente ammontano a 47 anni e sei mesi di reclusione.

In particolare, sono stati condannati l’ex ad di Total Italia Lionel Lehva (tre anni e sei mesi di reclusione) e l’ex manager della Total Jean Paul Juguet (tre anni e sei mesi), due ex dirigenti locali della Total, Roberto Francini e Roberto Pasi (sette anni di reclusione ciascuno), l’imprenditore Francesco Rocco Ferrara (sette anni di reclusione), l’ex sindaco di Gorgoglione (Matera) Ignazio Tornetta (sette anni), l’ingegnere Roberto Giliberti e il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Corleto Perticara (Potenza) Michele Schiavello (cinque anni ciascuno), e l’imprenditore Nicola Rocco Donnoli (due anni e sei mesi). Per Lehva e Juguet è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, mentre per Pasi, Francini, Ferrara, Tornetta, Schiavello e Giliberti l’interdizione è perpetua. Per 18 imputati è stata disposta l’assoluzione.

Nel dispositivo il giudice, Aldo Gubitosi, ha inoltre disposto la restituzione al pm degli atti relativi alle posizioni di Total, Sogesa e Impresa Ferrara “per nuove valutazioni”. Il pm, Veronica Calcagno, aveva chiesto pene per un totale di circa 90 anni di reclusione. La vicenda si riferisce a un’inchiesta condotta nel 2008 dal pm Henry John Woodcock, che ora in servizio a Napoli, sulla realizzazione del Centro oli di “Tempa Rossa”, in particolare per le procedure di esproprio dei terreni che avrebbero poi dovuto ospitare la struttura, e la concessione degli appalti per i lavori. Il Comune di Corleto Perticara (Potenza) è stato condannato in solido “quale responsabile civile” al risarcimento dei danni alla parte civile (con Schiavello, Pasi, Francini e Giliberti).

Gianni Ruotolo su La Stampa scrive però che i reati contestati andranno in prescrizione a partire da giugno 2016:

“Proprio oggi sulla Stampa raccontavamo la maledizione di Potenza dove le tre inchieste sugli «affari petroliferi» – 2001, 2004 e 2008 appunto – sono andate a sbattere contro il muro della prescrizione. E, dunque, anche il «Totalgate» è destinato alla prescrizione (che interverrà a giugno). Ma la condanna per gli ex vertici di “Total Italia” nel processo istruito dall’allora pm Henry John Woodcock (trasferito a Napoli dal 2009) comunque è una conferma dell’impianto accusatorio sul «sistema» di corruzione che coinvolge imprese locali, politici, amministratori e colossi petroliferi (Eni e Total)”.