Cronaca Italia

Incidenti di montagna, due morti in Val d’Aosta e Friuli

Incidenti di montagna, due morti in Val d'Aosta e Friuli

(Foto d’archivio)

AOSTA – Due morti in due distinti incidenti, in Valle d’Aosta e in Friuli, hanno portato il lutto sulle Alpi nel giorno di Santo Stefano. La prima vittima, Fabio Salerno, 30 anni, di Carignano (Torino), è precipitato mentre scalava la cascata di ghiaccio Maitresse de Chamois, sopra Bionaz, in Valle d’Aosta. Stava salendo da primo un itinerario ‘impegnativo’ quando è scivolato, forse dopo aver perso un appiglio, ed è caduto per una decina di metri finendo contro le rocce. Ha riportato varie fratture, di cui una al collo.

A dare l’allarme sono stati i compagni di cordata. Sul posto sono intervenuti il Soccorso alpino valdostano e il 118 che con l’elicottero hanno trasportato il ferito all’ospedale di Aosta, dove è arrivato in condizioni disperate. Inutili i tentativi dei medici di rianimarlo: è morto poco dopo le 17.

Il secondo incidente è avvenuto in Friuli-Venezia-Giulia. Un escursionista di 63 anni di Trieste ha perso la vita dopo essere precipitato per un centinaio di metri nei pressi della Creta di Timau, maestosa parete rocciosa a pochi chilometri dal confine con l’Austria. La tragedia si è verificata nel Comune di Paluzza, in provincia di Udine.

L’uomo è scivolato vicino al penultimo tornante del sentiero che conduce alla vetta. Sul posto per il recupero della salma sono intervenuti i tecnici del Soccorso Alpino di Forni Avoltri e i militari della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Tolmezzo.  La vittima stava facendo una gita con la moglie e alcuni amici.

Nonostante l’assenza di neve in quota per questi giorni di fine 2015, non mancano le insidie per i tanti appassionati che frequentano la montagna. “In alta quota le condizioni sono autunnali e tutto sommato buone – ha spiegato Adriano Favre – ma possono esserci pericoli sui sentieri legati al ghiaccio. E’ consigliabile usare i bastoncini per avere un maggiore equilibrio e avere con sé i ramponcini. Inoltre bisogna calcolare che le giornate sono più corte e programmare le gite in modo da non restare fuori con il buio”.

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