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Incidenti, morti in aumento nel 2015. Cause: uso cellulare e troppa velocità

ROMA – Diminuiscono nel 2015 gli incidenti stradali con lesioni a persone (-1,8%; 173.892 contro i 177.031 del 2014) e i feriti (-2,0%; 246.050 contro 251.147). Ma aumentano i morti (+1,1%; 3.419 nel 2015 e 3.381 nel 2014) e i feriti gravi (+6%; quasi 16.000 contro i 15.000 del 2014).

Nel 2015 i costi sociali degli incidenti sono stimati in 17,5 mld. E in un anno sono aumentate rispettivamente del 20% e dell’11,8% le violazioni al codice della strada contestate da Polizia e Carabinieri per l’uso del cellulare alla guida.

Nel quadro dell’evoluzione degli incidenti stradali, è utile fornire qualche elemento di contesto. Il parco mezzi su strada ha ripreso a crescere nel 2015 (+0,7% sull’anno precedente, da 49.150.466 a 49.488.493 veicoli). Le percorrenze autostradali sono cresciute in media del 3,6% (da circa 76 a 79 miliardi di chilometri percorsi) e del 3,8% per i veicoli pesanti. A livello urbano la mobilità è ancora molto legata al mezzo privato e gli utenti abituali del trasporto pubblico locale sono circa uno su dieci. Gli incidenti stradali rappresentano un costo enorme sia in termini di vite umane sia per l’economia nazionale. In base alle stime del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il costo totale per gli incidenti stradali con lesioni a persone è quantificato intorno ai 17,5 miliardi di euro nel 2015, valore pressoché analogo a quello del 2014.

Tra i comportamenti errati più frequenti, sono da segnalare la guida distratta, con l’uso improprio del telefono cellulare, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 44% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada più sanzionate risultano, infatti, l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l’uso di telefono cellulare alla guida.

A morire per incidenti stradali sono più gli uomini (2.748) rispetto alle donne (671). I conducenti deceduti sono 2.342 (2.094 uomini e 248 donne), i passeggeri 476 (269 uomini e 207 donne) e i pedoni 601 (385 uomini e 216 donne). Per gli uomini, la classe di età con il maggior numero di decessi è quella tra i 20 e 24 anni (236) ma valori molto elevati si riscontrano anche in corrispondenza della fascia di età 40-54 anni (oltre 600 morti). Anche per le donne, il numero maggiore di vittime /46) si concentra nella fascia d’età delle under 25. In quest’ultimo caso la frequenza elevata è attribuibile al maggiore coinvolgimento delle donne in incidenti stradali nel ruolo di pedone. Per i feriti in incidenti stradali, le età con le frequenze più elevate sono, per entrambi i generi, quelle 20- 29 anni (oltre 50 mila feriti) e 40-44 anni (22.653 feriti)

Ancora lontano l’Obiettivo 2020 per la sicurezza stradale dell’Unione Europea. Nel 2015, 26.302 persone sono decedute in incidenti stradali nella Ue a 28, in aumento rispetto al 2014. La crescita dei decessi coinvolge tutti i Paesi tranne Danimarca, Estonia,Irlanda, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Sveziadove invece si registra una diminuzione. Fra il 2010 e il 2015 la riduzione media annua del numero di vittime della strada nell’Ue è stata del 3,6%, ben al di sotto di quella stimata per raggiungere l’obiettivo europeo di dimezzare i morti nel periodo 2011-2020 (-6,7%). Per rispettare il target fissato, nel periodo 2016-2020 il numero di morti sulle strade dell’Unione Europea dovrebbe ridursi in media annua del 9,7%. Il tasso di mortalità stradale, indicatore utilizzato per effettuare analisi comparative tra i livelli di mortalità, si attesta, nel 2015, a 52 in Europa e a 56,3 in Italia (nel 2010 era rispettivamente pari a 62,8 e a 69,4). Con tale risultato il nostro Paese si colloca al quattordicesimo posto nella graduatoria europea. I Paesi più virtuosi sono Malta, Svezia eRegno Unito (tassi compresi tra 25,6 e 28,6) mentre in coda alla classifica figurano Bulgaria, Romania e Lettonia (tassi tra 98,3 e 94,7 per milione di abitanti).

Il picco a luglio, quando le famiglie utilizzano maggiormente l’automobile e i motocicli per recarsi in vacanza. A luglio gli scontri tra veicoli hanno provocato lesioni a 17.363 persone e anche la frequenza di incidenti risulta più elevata, sia sulle strade urbane che in quelle fuori le città, rispettivamente 12.815 e 4.548. Seguono il mese digiugno per numerosità di scontri sulle strade urbane (12.123 incidenti) e agosto per quelli sulle extraurbane (4.107). Anche il maggior numero di vittime è stato registrato a luglio, per tutti gli ambiti stradali (392 morti). Altri mesi che presentano un numero elevato di morti sono ottobre per le strade urbane (145) e agosto per quelle extraurbane (193). Febbraio è stato invece il mese con il minor numero di incidenti e di vittime in incidenti stradali.

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Infografica Ansa-Centimetri

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