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C’é un indagato nell’inchiesta avviata lo scorso settembre dalla procura di Monza in relazione alla vicenda Boffo-Feltri: si tratta di un dipendente di un ufficio giudiziario del distretto di Napoli nei cui confronti è stato ipotizzato il reato di accesso abusivo a sistema informatico.
L’inchiesta, affidata al pm Caterina Trentini, circa un mese fa è stata trasmessa alla procura di Napoli per competenza territoriale. Dell’iscrizione nel registro degli indagati del dipendente della Giustizia e della trasmissione degli atti se ne é saputo però solo oggi.
Inoltre, a quanto si è appreso, il documento pubblicato alla fine dello scorso agosto sulle pagine de Il Giornale diretto da Vittorio Feltri, secondo l’inchiesta, sarebbe probabilmente il risultato di un fotomontaggio: il casellario giudiziario sarebbe vero nella sostanza (relativa al patteggiamento di Boffo al tribunale di Terni) ma non nella forma in quanto il modo in cui é stato redatto non corrisponde a quello di un autentico casellario giudiziario.
Per gli articoli apparsi sul quotidiano milanese di via Negri a partire dal 28 agosto 2009 nei quali era stato attaccato il direttore di Avvenire Dino Boffo che poi si dimise, Vittorio Feltri poco più di un mese fa è stato sospeso per sei mesi dall’ordine dei giornalisti della Lombardia, una sanzione comminata anche perché ha consentito a Renato Farina di continuare a firmare pezzi dopo la sua radiazione dall’albo.
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