Cronaca Italia

Influenza killer a Lucca: il 34% dei malati cronici muore a 3 giorni dal ricovero

LUCCA – L’influenza è arrivata e il picco si avvicina. Nella città di Lucca, però, c’è stato un alto tasso di decessi. Il 34% dei malati cronici arrivati in ospedale è morta a 3 giorni dal ricovero, una situazione anomala come denunciato dalla direttrice generale dell’Asl di Lucca Maria Teresa De Lauretis. L’ospedale San Luca si è ritrovato con l’obitorio pieno e l’azienda sanitaria è preoccupata per il boom di decessi registrato tra i mesi di novembre e gennaio, soprattutto perché i morti erano anziani o malati cronici deceduti per complicanze legate all’influenza.

Gianni Parrini sul quotidiano Il Tirreno scrive che durante la conferenza dei sindaci la De Lauretis ha dichiarato che tra l’età avanzata e l’influenza, negli ultimi mesi del 2016 e nel gennaio 2017 c’è stato un aumento delle morti:

“«L’influenza non è una novità – ha detto la direttrice – ma è la prima volta che si presenta con queste modalità». A confermarlo ci sono anche altri dati, illustrati dalla dottoressa Michela Maielli, responsabile del San Luca: «Nel periodo novembre-gennaio i tempi di permanenza al pronto soccorso sono aumentati: siamo passati dal 12,44 dello scorso anno al 37,06 di questo. Anche i morti all’interno del pronto soccorso sono aumentati: siamo passati da 6-7 morti nell’arco di un mese a 18. Dati insoliti che ci hanno costretto anche a riaprire la sala di “sosta salme” visto che l’obitorio era al completo»”.

L’anomalia si deve alla presenza di malati cronici e anziani che arrivano al pronto soccorso per la gravità del loro quadro clinico, che peggiora e può portare alla morte:

“Diabetici, malati di cuore, persone con problemi respiratori: assaliti dall’influenza questi soggetti hanno sviluppato delle complicazioni che nel 34% dei casi si sono rivelate fatali. L’idea è quella di creare nuovi percorsi, in collaborazione con le specialità mediche, per consentire a questi soggetti di saltare il passaggio al pronto soccorso. Per due motivi: innanzi tutto perché questi pazienti ingolfano la struttura vista la complessità del loro quadro clinico; secondo, perché al pronto soccorso vengono trattati ex novo, mentre sono soggetti con patologie già note alle specialità mediche (pneumologia, cardiologia, ecc) e con una situazione già valutata in passato”.

La soluzione potrebbe essere quella di acceder agli hospice per questi malati, in modo da evitargli il passaggio al pronto soccorso, ma il budget, sottolinea la De Lauretis, non c’è.

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