Cronaca Italia

Inge Feltrinelli: “Morte GianGiacomo fu omicidio”

Inge Feltrinelli: "Morte GianGiacomo fu omicidio"

Inge Feltrinelli: “Morte GianGiacomo fu omicidio”

ROMA – “La morte di mio marito? Fu un omicidio politico: Giangiacomo sapeva di Gladio”. Lo afferma al Corriere della Sera, Inge Feltrinelli. “Aveva capito – racconta Feltrinelli – che non avrebbe cambiato il mondo con i libri, o l’avrebbe cambiato troppo lentamente. Tentai di fermarlo. Lui mi lasciò. Nel mio diario scrissi: “He’s lost”, è perduto”.

La sua morte, spiega, “certo non è stato un incidente“. Alla domanda su da chi fu ucciso, Inge Feltrinelli replica: “Non lo so. Era un uomo scomodo. Troppo scomodo, troppo libero, troppo ricco; troppo tutto.

Era tenuto d’occhio da cinque servizi segreti, inclusi Mossad e Cia. E ovviamente quelli italiani. Forse sono stati loro. Lui sapeva di Gladio e dei loro depositi di esplosivi. Per difendersi da Gladio fondò i Gap, reclutando ex partigiani e giovani rivoluzionari. Temeva un golpe di destra; e non era una paura immaginaria”. Fu un delitto politico, dunque per la moglie dell’editore: “Certo. I giornali pubblicarono la foto del cadavere di uno sconosciuto: lo riconobbi subito. Tra i poliziotti lo riconobbe il commissario Calabresi. Venne qui a casa alle sei del mattino, a interrogare il portiere. Solo dopo mi portarono all’obitorio. È uno dei tanti misteri italiani irrisolti. Come la morte del nostro amico Pasolini. Anche lui un uomo scomodo”.

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