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Insegnanti trasferite da Campania a Lombardia fanno ricorso: Miur condannato

MILANO –  Dalla Campania fino alla Lombardia. Assunte grazie alla “Buona scuola” di Matteo Renzi ma trasferite a centinaia di km da casa nonostante la presenza di figli piccoli. Due insegnanti campane, rispettivamente di Caserta e Napoli, hanno fatto ricorso e hanno vinto: il Ministero dell’Istruzione  è stato condannato a trasferire immediatamente le due docenti in regioni più vicini alle residenze, Lazio e Molise.

Le due docenti erano finite a insegnare in Lombardia nonostante la richiesta, motivata da un punteggio alto in graduatoria e di un figlio minore, di restare in Campania o nelle regioni limitrofe. Al danno si era unita la beffa: le due insegnanti si sono viste scavalcare da colleghi con meno punti. Come è andata a finire lo riassume il Secolo XIX:

Situazioni simili per due docenti di Caserta e Napoli (difese dall’avvocato Pasquale Marotta), che i giudici dei tribunali di Pavia e Monza, città dove le prof sono state trasferite, hanno giudicato illegittimeanche per il danno alla vita familiare che ne deriverebbe, tanto da condannare il Miur a disporre il trasferimento immediato per entrambe, che ora potrebbero andare a insegnare in scuole del Molise o del Lazio, laddove si troverà una cattedra a disposizione.

I due giudici nell’accogliere il ricorso d’urgenza presentato dalle insegnanti  hanno motivato le rispettive sentenze con una motivazione pressoché identica: puntando sui figli minori. Secondo i magistrati “il trasferimento di un componente della famiglia, madre di un figlio in età scolare, comporterebbe un vulnus non altrimenti riparabile alla vita coniugale e familiare”.