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Insultano vigili in difesa di Rubino: 100 rischiano denuncia

GENOVA – Sono circa 100 le persone che rischiano di essere indagate per diffamazione a mezzo stampa dopo aver insultato sul web i vigili urbani, “rei” di aver fatto finire in prigione Emanuele Rubino. La storia di questo anziano di 84 anni malato, condannato a 17 giorni di carcere per aver insultato i vigili urbani che lo avevano multato a Genova, ha scatenato polemiche in rete e gli utenti hanno a loro volta insultato gli agenti. Una polemica che si è riscaldata ancora di più in rete se si pensa che l’anziano è stato condannato al carcere, mentre per lo stesso reato Aurelio De Laurentiis è stato assolto.

Dopo gli insulti il segretario ligure del Siulp, Claudio Musicò, ha presentato un esposto alla Procura di Genova per diffamazione degli agenti da parte di coloro che sul web hanno scatenato la loro rabbia ed espresso solidarietà a Rubino. Il Secolo XIX riporta le parole di Musicò:

“«La denuncia è stata redatta dall’ufficio legale della nostra sede nazionale per difendere i lavoratori e l’immagine del corpo».”

Il caso è scoppiato dopo che in centinaia hanno pubblicato su blog e social network insulti e commenti non proprio appropriati nei confronti dei vigili urbani di Genova, ma a rischiare una denuncia per diffamazione non sono solo coloro che hanno espresso a parole gli insulti, ma anche gli utenti che hanno cliccato “mi piace” alle frasi pubblicate.

Intanto Rubino ha dichiarato che resterà in carcere e sconterà tutta la pena di 17 giorni che gli è stata inflitta, nonostante la famiglia ne abbia chiesto la scarcerazione per i suoi gravissimi problemi di salute, scrivono Tommaso Fregatti e Marco Grasso sul Secolo XIX:

“Lui, Emanuele Rubino, ambulante di 84 anni diventato inaspettatamente famoso per essere finito in carcere a scontare pochi giorni di condanna (originariamente aveva preso a male parole un vigile, anche se la vicenda è un tantino più complicata), adesso mostra tutto il suo orgoglio: «Voglio stare in cella, voglio scontare la mia pena fino all’ultimo giorno. Non voglio sconti, anche se non merito di stare in prigione. Non ho bisogno di nessuno e sopporterò anche questo»”.

Emanuela Rubino, figlia dell’anziano ambulante, ha raccontato come è iniziata la vicenda mentre era ospite di una trasmissione su Mediaset:

“«Era il 2011 e mio padre stava portando alcune cornici a mia sorella, che ha un negozio in centro storico. Aveva parcheggiato il furgone in piazza Raibetta, alla fine di via San Lorenzo».

Il mezzo è regolarmente autorizzato per il transito, ma la sosta è vietata. Tanto più che il camioncino viene lasciato davanti alla farmacia. La segnalazione, stando a quanto risulta alla polizia municipale, arriva dal farmacista (che, però, sostiene invece di non aver avvertito nessuno). In ogni caso, la conseguenza è una doppia multa all’ambulante: per il parcheggio e per la patente scaduta.

«Mio padre a quel punto ha perso le staffe – ricorda ancora la figlia – non perché ritenesse di aver ragione, ma perché si sentiva offesodall’atteggiamento arrogante di quel vigile, che non aveva nemmeno tolto gli occhiali da sole. A ciò si aggiungeva il senso di vessazione provato molte altre volte, quando era costretto a passare intere mattinate negli uffici della Municipale per dimostrare che gli continuavano a notificare sanzioni che aveva già pagato»”.


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