Blitz quotidiano
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Insulto a pubblico ufficiale costa di più: fino a 4000 euro

D’ora in poi prendere a male parole un agente non sfocerà più in un processo penale ma il reato potrà essere sanato con il pagamento di una sanzione

FERRARA – L’insulto a pubblico ufficiale non manderà più in galera ma sarà parecchio più costoso. Diciamo tra i 400 e i 4000 euro. Spiega la Nuova Ferrara:

Quanto costa un insulto? Dai 400 ai 4.000 euro, parolaccia più, parolaccia meno. Con la nuova configurazione legislativa del reato di oltraggio a pubblico ufficiale, d’ora in poi prendere a male parole un agente municipale, oppure un impiegato comunale allo sportello, non sfocerà più in un processo penale, ma il reato potrà essere sanato con il pagamento di una sanzione. In questo modo oltre all’onta, a risultare lavato sarà anche il casellario giudiziale del reo, evitando ulteriori…ingorghi in tribunale. Il Comune di Ferrara ha “recepito” la novità attraverso un’apposita delibera, che fissa appunto alcuni paletti per definire il “peso economico” dell’ingiuria: da un minimo di 400 a un massimo di 4000 euro. Tra questi due estremi, diverse gradazioni da stabilire, caso per caso, sulla base di alcune variabili: dalla gravità dell’offesa alle motivazioni, dalle “condizioni ambientali” (se per esempio, la lite coinvolge più persone), alla recidiva. «La sollecitazione ad approvare la delibera è arrivata dalla stessa Polizia municipale – spiega la Comandante Laura Trentini – Considerato che le richieste di transazione da parte dei difensori di imputati di oltraggio a pubblico ufficiale sono in genere piuttosto frequenti, e in virtù della recente modifica legislativa, ci è parso opportuno codificare e regolamentare questo percorso». Sì, perché i casi di agenti municipali o altri funzionari pubblici presi a insulti «sono più frequenti di quanto si pensi», continua Trentini.

Ma come classificare la gravità delle ingiurie e delle circostanze dell’oltraggio? Questa è una pagina tutta da scrivere, e va da sè che sarà difficile stabilire regole rigide, ma solo criteri di massima. Saranno i primi “esempi” (ancora non ci sono casi in sospeso) a costituire l’unità di misura per il futuro. Si può immaginare, ad esempio, che un insulto sessista possa essere considerato più grave di un’offesa più generica. O che una piazzata prolungata sia valutata con maggiore severità di un’intemperanza isolata. «Dovremo soppesare caso per caso, e considerare l’ambito e le circostanze in cui è maturata l’offesa» conclude Trentini. Un compito non facile, tanto più che non ci sono molti modelli di riferimento, se è vero che, a quanto risulta, tra i Comuni capoluogo dell’Emilia Romagna finora solo Ravenna ha adottato una delibera simile a quella ferrarese.