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Inter, così i finti sceicchi volevano truffare la società

MILANO – Inter, così i finti sceicchi volevano truffare la società. Con i 25 milioni all’anno dell’Etihad, l’Inter avrebbe avuto soldi freschi per far sognare i tifosi. Invece, era una truffa bella e buona. Macché Etihad. Dietro quella messinscena, c’erano Valerio Lattanzio e un misterioso avvocato. Come riferisce il Corriere della Sera, sulla vicenda ora indagano i carabinieri e la Procura di Roma.

Nei mesi scorsi, introdotti ai piani alti dell’Inter da Adriano Bacconi, ex consulente dei nerazzurri e volto noto come commentatore tv, i due truffatori si spacciano come intermediari di Etihad. La recita funziona per un po’ di tempo, al punto che al club arriva un’offerta – addirittura diffusa tra i tifosi e solo dopo smentita dalla stessa compagnia aerea – per una ricca sponsorizzazione: “Etihad sarebbe disposta a mettere il suo nome sulla maglia per 25 milioni di euro all’anno”.

Intanto Lattanzio, dopo aver ingolosito i manager dell’Inter, va oltre: a Roma, questa volta accreditandosi proprio come un intermediario nerazzurro, va a caccia di un grande immobile, un el alle porte di Fiumicino, dove sarebbe dovuta sorgere l’università del calcio, diretta addirittura da Roberto Baggio. Tutto falso. Il tentativo era quello di incassare una commissione sulla compravendita.

Il Corriere della Sera scrive:

A settembre 2015, per il tramite di Bacconi, Lattanzio e un misterioso avvocato (che si dichiara intimo della famiglia reale degli Emirati), si erano presentati ai vertici dell’Inter come intermediari di Etihad. Raccontano che la compagnia aerea è intenzionata a diventare lo sponsor principale del club e vogliono avviare una trattativa che inizia per davvero, anche se — sarà una coincidenza — basta digitare «Valerio Lattanzio» su Google e il primo risultato che appare è un invito a prestare attenzione. Ma l’interesse degli arabi è plausibile (Emirates è sponsor del Milan) e sia Lattanzio che l’avvocato producono nel corso dei mesi una serie di email che paiono certificate (una addirittura da un presunto governo degli Emirati).

Lattanzio fissa la propria commissione (pari al 2,5% per la sponsorizzazione e all’8% per gli affari successivi), poi il 6 ottobre chiede un mandato ufficiale che lo autorizzi a trattare per conto dell’Inter con Etihad; lo ottiene e a questo punto Lattanzio ha più o meno raggiunto il suo scopo: con le lettere firmate dall’Inter si presenterà dall’albergatore. Inizia una lunga serie di contatti e incontri. All’Inter vengono convinti a superare la prudenza quando Lattanzio risponde con una lettera apparentemente scritta da James Hogan, presidente della compagnia aerea, che mette nero su bianco la maxiofferta: 25 milioni per cinque anni. Le conseguenze sono importanti: l’Inter si sente forte nella trattativa con Pirelli, attuale sponsor principale, che propone il prolungamento del contratto a cifre ben inferiori a quelle degli «arabi».


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