Blitz quotidiano
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Intercettati grazie ad un virus trojan nascosto in una app

ORISTANO – Intercettazioni grazie ad un virus trojan contenuto in una app per smartphone che permette di sentire le conversazioni anche quando il telefonino è spento: è stato in questo modo che gli investigatori della procura di Oristano sono arrivati ad incastrare quella che Enrico Carta sul La Nuova Sardegna definisce la “Squadra sardo-romana degli appalti”.

Grazie a questo virus gli investigatori hanno ascoltato non solo “le conversazioni telefoniche infinite” tra l’ingegnere Salvatore Pinna e i consiglieri regionali di Forza Italia Angelo Stochino e Antonello Peru e gli altri quattordici protagonisti principali dell’indagine bis sulle operazioni della Squadra, ma hanno anche potuto effettuare vere e proprie intercettazioni ambientali quando i telefonini erano spenti, come se nei luoghi dove erano presenti i cellulari fossero state messe delle cimici.

Come spiega Carta su La Nuova Sardegna,

 

 

il trojan, nascosto in un’applicazione per i telefonini utilizzati da alcuni degli indagati, ha permesso agli inquirenti di vivere ventiquattrore su ventiquattro assieme a loro, di anticiparne le mosse, di agevolare i pedinamenti e soprattutto di ascoltare le succose e compromettenti chiacchiere finite all’interno dei faldoni che contengono le intercettazioni.

È una sorta di virus che viaggia nascosto all’interno di un programma per computer o di un’applicazione per i telefonini. Chi scarica l’applicazione installa automaticamente anche il trojan il quale però non lascia traccia, per cui chi usa il telefono non sa di essere stato “contagiato” dal virus. Non sa di avere un ospite indesiderato sempre con sé.

Grazie a questo trojan e alle intercettazioni così ottenuti

la Squadra non aveva ormai più segreti. Dal momento della denuncia per un appalto da 88mila euro ad Aritzo, tutto è apparso ancor più chiaro quando le loro orecchie hanno iniziato a captare quei segnali inequivocabili di accordi presi in maniera anche sfacciata per spartirsi la torta dei lavori frutto di finanziamenti pubblici in Sardegna. Non è quindi un caso se poi, da lontano, gli obiettivi delle macchine fotografiche degli investigatori fissassero anche i momenti degli incontri tra i protagonisti dell’appalto degli appalti, ovvero quello della Sassari-Olbia.

 


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