Cronaca Italia

Introd (Aosta), nonno muore di infarto nel bosco: nipotino si perde per cercare aiuto

Introd (Aosta), nonno muore di infarto nel bosco: nipotino si perde per cercare aiuto

Introd (Aosta), nonno muore di infarto nel bosco: nipotino si perde per cercare aiuto

AOSTA – Il nonno muore per un infarto in mezzo al bosco e il nipotino di 12 anni vaga per cercare campo per il telefonino ma si perde. Si stava trasformando in un incubo la passeggiata sui sentieri di Introd per Mario (nome di fantasia), dodicenne di Milano. Fino a quando il suo smartphone ha agganciato una cella telefonica e lui finalmente è riuscito a dare l’allarme.

Un’escursione nei boschi di Introd, paese della Valle d’Aosta tanto amato dai papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, che in località Les Combes avevano il loro rifugio estivo prediletto. Ma soprattutto un’occasione per sfuggire alla calura della città.

Mario e il nonno, Ernesto Costa, 70 anni, di Sedriano (Milano), escono dalla casa di parenti in località Buillet. Vogliono raggiungere la rete di sentieri che collega la parte alta del paese a Rhemes-Saint-Georges, comune confinante, nello scenario del Parco nazionale del Gran Paradiso.

La passeggiata non è troppo impegnativa, ma il caldo del primo pomeriggio si fa sentire anche in media montagna. A un certo punto il nonno rallenta il ritmo, si ferma, e si accascia a terra. Mario per un attimo è impietrito, poi estrae lo smartphone. Vuole chiamare i soccorritori, un medico, qualcuno che possa aiutarlo. Ma sullo schermo del telefono non compaiono tacche. Istintivamente fa qualche passo, si sposta. La situazione non cambia.

Inizia a correre, macina metri su metri con il telefono in mano. Fino a quando perde ogni punto di riferimento, ma riesce a raggiungere una zona coperta dalla rete. Da qui chiama i genitori, che provano a tranquillizzarlo. Poi si mette in contatto con la Centrale unica di soccorso di Saint-Christophe. Agli operatori fornisce indicazioni utili al suo ritrovamento.

Dall’aeroporto Corrado Gex decolla l’elicottero della protezione civile. Dopo alcuni minuti l’ equipaggio lo avvista, è su una strada poderale. Intervengono i vigili del fuoco e nel frattempo arriva il medico del 118. Mario è spaventato e confuso, ma in buone condizioni di salute. Viene quindi affidato allo psicologo del Nucleo psicologico dell’emergenza e accompagnato a casa, dove lo attendono i familiari. “In un momento di emergenza e di difficoltà – commenta il sindaco di Introd, Vittorio Anglesio – non ha perso la testa ed è riuscito a chiamare i soccorsi. Si è comportato da grande”.

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