Blitz quotidiano
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L’invidia di Bertone: “30 cardinali hanno case più grandi”

ROMA – Tarcisio Bertone non si rassegna e nonostante l’ennesimo capitolo mediatico-giudiziario sul suo attico per la cui ristrutturazione fu pagata una somma monstre (e oggetto di una nuova indagine dei giudici del Papa) non ci pensa proprio a lasciare il lussuoso appartamento. Anche perché, dichiara al cronista del Corriere della Sera, “ci sarà una trentina di cardinali che vive in appartamenti anche più grandi”.

Anche più grandi? Magari anche più belli? Più grandi e più belli cioè di un appartamento con 700 metri quadrati, pardon 300 puntualizza il cardinale, di terrazzo adiacente (in senso letterale e non immobiliare tipo annunci Porta Portese) alla basilica più grande del mondo, uno strapuntino con vista che per rimetterlo a posto ci son voluti quasi una mezza milionata di euro. Soldi spesi a maggior gloria dei e destinati, secondo le intenzioni espresse nella corrispondenza con l’ospedale Bambin Gesù, per attività benefiche ed eventi pubblici che in realtà, però, non ci sono mai stati.

Al netto della destinazione d’uso – eventi pubblici o tramonti privati in terrazza – vien da chiedersi che razza di appartamenti abitino i 30 cardinali menzionati (tutta invidia?) da Bertone. A proposito della ristrutturazione d’oro oggetto d’indagine, è giusto ricordare che Bertone non figura nel registro degli indagati della magistratura vaticana. Una storia poco edificante comunque per un pastore della Chiesa di conti esteri e scatole finanziarie.

Sette pagamenti, estero su estero, attraverso conti Ior e Apsa, per 422 mila euro, a una holding britannica con sede a Londra, con denaro raccolto per aiutare i bambini malati dell’Ospedale Bambin Gesù. (Virginia Piccolillo, Corriere della Sera)

Il cardinale si sente più vittima che corresponsabile magari ignaro della vicenda e ci tiene a precisare che la sua Fondazione è estranea alle contestazioni dei magistrati. Precisazione per precisazione, va segnalato che il cardinale Tarciso Bertone, in quanto ex Segretario di Stato, gode dell’immunità giurisdizionale e può essere processato solo dalla Suprema Corte di Cassazione Vaticana.