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iPhone Apple. Così è stato sbloccato quello di Boettcher

MILANO – Apple non sblocca l’iPhone per l’Fbi che indaga sulla strage terroristica di San Bernardino, in California. Ma in Italia il Tribunale di Milano ha disposto e ottenuto, senza coinvolgere l’azienda di Cupertino, lo sblocco dell’iPhone 5 di Alexander Boettcher, il broker accusato di due aggressioni con l’acido ai danni degli ex della sua amante, Martina Levato.

Come ha fatto? Lo spiega Andrea Nepori sul quotidiano La Stampa. E si tratta, in realtà, di una spiegazione semplice: il sistema operativo dello smartphone Apple sbloccato era ancora iOS 8, e non 9.

Spiega Nepori su La Stampa:

“Gli inquirenti hanno acquisito l’iPhone di Alexander Boettcher nel 2014. Il dispositivo non è stato più aggiornato e monta ancora iOS 8. Sull’iPhone 5C del terrorista di San Bernardino, invece, girava già iOS 9 al momento del sequestro, avvenuto a dicembre 2015. Per questo il Tribunale di Milano è potuto riuscire laddove i tecnici dell’FBI hanno alzato bandiera bianca, ricorrendo al mandato del tribunale. Apple ha integrato nell’ultima versione del sistema operativo alcune soluzioni software che hanno migliorato la sicurezza generale dei dispositivi e chiuso le falle che permettevano di violarne il blocco, anche nel caso di iPhone meno recenti”.

Ma non finisce qui. Perché sull‘iPhone di Boettcher c’era un processore a 32 bit, mentre gli iPhone più recenti ne hanno uno a 64 bit, che garantisce l’inviolabilità del sistema.

Infine, Boettcher aveva scelto un codice a quattro numeri, e non sei, che offre al massimo diecimila combinazioni possibile. Così i periti sono stati in grado di trovarlo nel giro di 24 ore.

Spiega ancora Nepori su la Stampa:

“Un metodo per sbloccare gli iPhone con iOS 8 è noto da tempo. Prevede l’utilizzo di una cosiddetta IP-Box, un dispositivo che si collega fisicamente all’iPhone ed è in grado di tentare lo sblocco con metodo brute force, testando cioè tutte le possibili combinazioni in sequenza. E’ una tecnica invasiva, rischiosa per l’incolumità del reperto, che sfrutta per altro una falla chiusa da Apple con iOS 8.2″.

Nel caso di Boettcher, però, i periti si sono rivolti ad una società israeliana di analisi forense con sede a Monaco, la Cellebrite, che propone un metodo differente basato su una tecnologia che si basa sulla capacità dell’iPhone di ricevere codici attraverso la porta USB.

Questa tecnologia funziona sugli iPhone fino al modello 5c e su sistemi operativi fino ad iOS 8.4.1. Quindi non su quello dell’attentatore di San Bernardino.

 


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