Blitz quotidiano
powered by aruba

Isabella Noventa: incastrati da sms “assassini”, auto, sim

Isabella Noventa: giovedì sono iniziate, su indicazione di Freddy Sorgato, le ricerche del corpo della donna che secondo l'ammissione dello stesso ballerino sarebbe morta soffocata

PADOVA – Un sms datato 30 gennaio. Le auto di Sorgato, fratello e sorella, e di Manuela Cacco riprese dalle telecamere appena dopo la morte di Isabella Noventa. La sim cambiata sul cellulare della Cacco proprio il 15 gennaio. Ecco, secondo gli investigatori, cosa ha incastrato i tre accusati dell’omicidio premeditato della segretaria padovana scomparsa il 15 gennaio. Giovedì sono iniziate, su indicazione di Freddy Sorgato, le ricerche del corpo della donna che secondo l’ammissione dello stesso ballerino sarebbe morta soffocata “durante un gioco erotico finito male”. In realtà i pm sono convinti che Sorgato, la sorella e la Cacco avessero organizzato l’omicidio della donna, ognuno spinto da motivi diversi.

A suffragare questa ipotesi alcuni sms, come scrive Il Gazzettino di Padova:

Il 30 gennaio i due si sono scambiati una serie di sms piuttosto duri. Il più particolare è quando Cacco scrive a Freddy “Asaaas”, parola che se digitata con le prime lettere sulla tastiera di un cellulare, richiama come correzione automatica parole del tipo “Assassini – Assassino”. Manuela, forse accortasi dell’errore, ha poi mandato un secondo sms a Freddy con una serie di parole incomprensibili “ewwwweeeeee, eewwwweee3…” probabilmente con l’intento di depistare chi potesse venire in pos di quei messaggini.

Non solo. Anche una sim scambiata e la “carovana” delle tre auto ripresa dalle telecamere fanno pensare a un piano:

Un elemento su tutti: quel 15 gennaio Manuela Cacco ha inserito nel suo telefono cellulare la scheda Sim del padre novantenne e sia Freddy e sia Debora in più occasioni le hanno mandato degli squilli a vuoto. Una sorta di segnale. Freddy agli inquirenti ha sempre negato di avere sentito Manuela quella notte, ma i tabulati telefonici sembrano smentirlo. A partire dalle 18.17 del 15 gennaio Freddy ha chiamato la Cacco e nell’occasione le due utenze telefoniche hanno agganciato le celle di Noventa Padovana compatibili con l’abitazione di Freddy Sorgato. Il 45enne ha voluto assicurarsi del funzionamento della Sim usata da Manuela. Quindi a meno cinque all’una della notte Debora Sorgato ha telefonato alla Cacco, sempre allo stesso numero. Debora ha chiamato da Camin e Manuela ha ricevuto in zona Noventa. L’ultimo segnale per dare il via alla “carovana”, formata dalla Audi A6 Avant con al volante Freddy e Cacco vestita con gli abiti di Isabella Noventa, e una Golf guidata da Debora Sorgato. Le auto sono state filmate dalle telecamere di videosorveglianza installate nel piazzale della Stanga a Padova e anche dalle telecamere tra Noventa e Camin. Quando i tre hanno raggiunto piazza Insurrezione hanno dato vita alla messinscena.

Isabella Noventa è stata uccisa. Buttata in un canale dopo essere stata spogliata degli abiti, serviti per costruire un alibi con una messa in scena in centro a Padova a beneficio delle telecamere di videosorveglianza. Freddy Sorgato confessa e racconta la sua verità davanti al Gip Cristina Cavaggion. l’ex fidanzato ‘ballerino’, amante della bella vita e con una certa disponibilità di denaro, parla di “un tragico incidente”.

Freddy Sorgato ai giudici dice:”Ho agito da solo”. Alle domande del magistrato nell’interrogatorio di garanzia oppone la facoltà di non rispondere ma fornisce una versione che tenderebbe ad escludere un ruolo nella vicenda per le due donne fermate. In carcere a Verona, martedì sera, erano finite con la stessa accusa di omicidio premeditato in concorso la sorella Debora e Manuela Cacco. Debora che avrebbe nutrito una forte avversità verso Isabella; Manuela così innamorata di Freddy da non opporsi alla sua richiesta di indossare gli abiti di un’altra donna e di girare nella notte del 15 per piazza dei Signori con il cappuccio del giubbotto alzato a celare il viso prima di andare assieme a ballare.

Manuela Cacco, nel corso di un lungo interrogatorio notturno in Questura, aveva ammesso che era lei quella donna con il giubbotto bianco nelle immagini registrate ma di non sapere perché aveva detto sì a quella sceneggiata. Una versione di fatto ribadita al gip. L’avvocato Alessandro Menegazzo, legale della donna, spiega che lei “aveva chiesto a Freddy per quale motivo doveva indossare quel giubbotto bianco. Non sapeva che Isabella era morta. Da Freddy le è stato risposto semplicemente: ‘perché ho fatto qualcosa'”.

Al giudice dice anche che quella sera non ha incontrato la sorella di Sorgato e non ha notato “nulla di strano”. Nella villa di Sorgato non sarebbero state trovate tracce di sangue. Si pensa che Isabella possa essere stata strangolata. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno scandagliato per ore, fino a sera, tratti di canale attorno a Noventa Padovana alla ricerca del corpo di Isabella, a partire dalla zona vicina alla villa di Sorgato. Lì è stato accompagnato nel pomeriggio lo stesso Freddy, assieme agli agenti della mobile, al Pm Giorgio Falcone e al procuratore di Padova Matteo Stucilli. L’ex fidanzato ha indicato alcuni luoghi ma le ricerche al momento non hanno dato esito.   Davanti al Gip la sorella di Sorgato si è anch’essa avvalsa della facoltà di non rispondere. Debora, ha detto il difensore, l’avvocato Massimo Malipiero, che rappresenta anche il reo confesso, “ha reso una telegrafica dichiarazione dicendo che non c’entra nulla con la morte di Isabella Noventa”. Il gip ha però ritenuto di fatto valido l’impianto accusatorio e confermato i fermi, respingendo le richieste di domiciliari. L’accusa al momento resta quella di un omicidio studiato ‘a tavolino’. Gli investigatori sono convinti che i protagonisti di questa tragedia, tranne la povera Isabella, sapevano cosa sarebbe accaduto quella tragica sera del 15 gennaio a casa di Freddy.

Immagine 1 di 4
  • Isabella Noventa, Chi l'ha visto?: "Così parlava Freddy"
Immagine 1 di 4