Cronaca Italia

Isabella Noventa, Manuela Cacco sul diario: “Non mi dispiace che è morta”

Isabella Noventa, Manuela Cacco sul diario: "Non mi dispiace che è morta"

Isabella Noventa, Manuela Cacco sul diario: “Non mi dispiace che è morta”

PADOVA – “Non mi dispiace che è morta“. Sono le parole spaventose e ciniche di Manuela Cacco, la tabaccaia di Camponogara accusata insieme ai fratelli Sorgato dell’omicidio di Isabella Noventa. La segretaria padovana fu uccisa la notte tra il 15 e il 16 gennaio un anno fa, ma da allora il suo corpo non è stato ancora ritrovato.

Le confessioni della Cacco sono estrapolate dalle pagine del suo diario segreto, di cui il settimanale Giallo pubblica ampi stralci. Su un taccuino che custodisce gelosamente in cella, la tabaccaia annota i suoi pensieri. La maggior parte sono rivolti a Freddy Sorgato, di cui sarebbe apparentemente ancora innamorata. Il ballerino, come la Cacco si trova in cella da 10 mesi con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Fin da subito si era assunto la responsabilità del delitto sostenendo che Isabella era rimasta uccisa in un gioco erotico finito male. Poi, sempre secondo il primo racconto reso agli inquirenti, avrebbe gettato il cadavere di Isabella nelle fredde e profonde acque del Brenta, non lontano dalla villa di Noventa Padovana in cui si sarebbe consumata la tragedia. Salvo poi cambiare versione dietro le sbarre, confidando al suo compagno di cella di averla buttata in un cassonetto.

Queste le lettere a lui dedicate dal diario della Cacco, riportate dal settimanale Giallo:

“Ciao amore mio, muoio senza parlarti, senza vederti, 3 anni e mezzo con te e tutto d’un tratto ci hanno separato, divisi, allontanati. Io ti amo da morire come quando mi dicesti “seguimi” la prima volta. Continuo ad amarti, perché sapevo che eri mio, come mi dicesti una volta: “Senza di lei (Isabella, ndr) posso vivere. Senza di te, no!”. Tu nella mia vita ci sarai sempre”.

“Freddy, sei l’unico che deve uscire – Manuela Cacco ricorda quando Freddy le disse che la considerava più importante di Isabella, riportando una frase che oggi suona quasi come una confessione – Mi dicesti: “Senza di lei posso vivere. Senza di te, no!””.

Sul diario di Manuela, Isabella viene offesa e denigrata in continuazione. A volte, invece, è completamente ignorata. Ecco un altro passaggio chiave delle sue “memorie”: «Non so che fare, ho detto quello che mi sembra sia giusto. Dire quello che ho detto, secondo me, ho scelto il male minore. Dicevi sempre: “Uno dei due fuori”, secondo i miei ragionamenti sei l’unico dei due che deve uscire. Io ho dovuto confermare tutto quello che ho detto, purtroppo ho dovuto cedere. Mi odio per questo. Ho trasgredito a quello che tu mi dicevi “Tieni duro”. Ma non ce l’ho fatta. La mia forza di combattere si è annientata. Mi sono spaventata. Non sono stata brava”.

“Da quando sono qui in carcere mi sveglio tutte le mattine con te accanto – si legge su Giallo – Sai che eri e che sei la meravigliosa creatura, la mia ottava meraviglia. Penso a tutto quello che abbiamo fatto in questi 3 anni. Non riesco a pensarti una volta vicino a lei (Isabella ndr)… l’ho rimossa dalla mente. Dovrebbe dispiacermi, ma la mia mente ha ancora dei puzzle da unire”, conclude.

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