Blitz quotidiano
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Isis, coppia di Lecco progettava attentati a Roma

MILANO – Progettavano attentati in Italia, in particolare a Roma, ed erano pronti a partire per unirsi alle milizie dello Stato Islamico in Siria e Iraq portando con sé i loro due bimbi piccoli di 2 e 4 anni.  Si fanno sempre più inquietanti i risvolti del blitz compiuto alle prime ore dell’alba di giovedì 28 aprile, da Ros e Digos in Lombardia e Piemonte. Al centro delle indagini una coppia di aspiranti jihadisti, di origini marocchine ma con cittadinanza italiana, residenti in provincia di Lecco. Nell’ambito della stessa operazione sono state eseguite in tutto sei ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip di Milano per il reato di “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale”. Due sono latitanti.

I due stavano organizzando il viaggio per raggiungere la Siria con l’obiettivo di unirsi al Califfato. La loro intenzione era di partire portandosi dietro anche i figli di 2 e 4 anni. Insieme a loro sarebbe dovuto partire anche un marocchino di 23 anni, residente in provincia di Varese: il giovane, fratello di un foreign fighter espulso dall’Italia nel gennaio 2015 con un provvedimento emesso dal Ministro dell’Interno per motivi di terrorismo, si sarebbe dovuto unire alla coppia in partenza.

Gli aspiranti terroristi erano in contatto con altri due coniugi già residenti in provincia di Lecco: si tratta di Mohamed Koraichi, marocchino di 32 anni e della sua compagna italiana Alice Brignoli, di 39 anni. E’ proprio quest’ultimo, intercettato al telefono con uno degli arrestati, avrebbe parlato di “attentati da compiere in Italia”. Dalle intercettazioni emergerebbe “un’attenzione particolare alla città di Roma”. Roma perché, da come ritengono gli arrestati, la città per il Giubileo è sede di pellegrinaggio e dove i pellegrini trovano la forza di combattere gli islamici.

Mohamed e Alice, convertiti all’Islam dal 2008, erano spariti nel nulla dal febbraio 2015 insieme ai loro tre figli di sette, sei e un anno e mezzo. Gli investigatori li avrebbero poi rintracciati tra le file dello Stato Islamico in Siria. Anche loro sono oggetto del provvedimento cautelare così come una loro parente, che si è adoperata per mettere in contatto questi ultimi con gli aspiranti combattenti.

Durante le perquisizioni, gli inquirenti hanno trovato materiale definito “di grande interesse investigativo”, e che può portare a svelare la rete di collegamento dei foreign fighters. L’operazione, coordinata dalla Procura distrettuale di Milano d’intesa con la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, è cominciata all’alba di giovedì in diverse province della Lombardia e del Piemonte, ed è stata condotta congiuntamente dalle Digos di Lecco, Varese, Milano, supportate dal Servizio Centrale Antiterrorismo della Dcpp/Ucigos – e dal Ros dei Carabinieri, coadiuvato dai Comandi dell’Arma territoriali.

Su Twitter il premier Matteo Renzi si è congratulato: “Operazione stamani anti estremisti al nord molto importante. Complimenti a ministro, intelligence, inquirenti e forze ordine #tuttiinsieme”.