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Isis. Intelligence, crescono foreign fighter in Italia

Il fenomeno dei foreign fighters in Italia, "inizialmente con numeri più contenuti rispetto alla media europea, è risultato in costante crescita". Lo rileva la relazione annuale dei servizi d'intelligence al Parlamento.

ROMA -Il fenomeno dei foreign fighters in Italia, “inizialmente con numeri più contenuti rispetto alla media europea, è risultato in costante crescita”. Lo rileva la relazione annuale dei servizi d’intelligence al Parlamento.

Particolarmente critico appare, secondo le analisi degli 007, “l’auto-reclutamento di elementi giovanissimi, al termine di processi di radicalizzazione spesso consumati in tempi molto rapidi e ad insaputa della stessa cerchia familiare”.

Massima vigilanza operativa, pertanto, è stata riservata al possibile rientro in Italia di soggetti che hanno combattuto nei teatri di guerra, nonché dei cosiddetti ‘pendolari’ in grado di muoversi liberamente nello spazio Schengen perché già residenti sul territorio italiano o di altri Paesi europei.

“E’ da ritenere elevato il rischio di nuove azioni in territorio europeo” da parte del terrorismo jihadista. Potrebbero essere “attacchi eclatanti sullo stile di quelli di Parigi”, afferma la relazione. ”Parigi  ha verosimilmente inaugurato una strategia di attacco all’Occidente destinata a consolidarsi”.

I rischi arrivano sia da emissari dello Stato Islamico inviati ad hoc, inclusi foreign fighters addestrati in teatri di guerra, sia da militanti già presenti e integrati-mimetizzati in Europa.

Nessun riscontro di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori dal Nordafrica, mentre il rischio “si presenta più concreto” lungo la rotta balcanica, indica la relazione, rilevando che la regione balcanica è la zona di transito privilegiato di foreign fighters, oltre 900 sono partiti da lì per i teatri di guerra, che è un’ area di “realtà oltranziste consolidate”.