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Islam, musulmani e cristiani in chiesa: “Preghiamo insieme, ma più dialogo”

ROMA – Croce e Corano. In Francia e in Italia sono migliaia i musulmani che hanno partecipato oggi, ultima domenica di un luglio di sangue, alle Messe dei cattolici in segno di fraternità, di pace e di cordoglio.

Così il mondo dell’Islam è entrato nelle chiese italiane. Da Milano a Roma e Palermo, da Torino a Bari, imam e fedeli musulmani in preghiera insieme ai cattolici prima e durante le messe della domenica. Tra loro, in borghese per non disturbare il rito e per non dare l’impressione di una generale messa blindata, anche per garantire la sicurezza molti agenti di polizia. Una straordinaria manifestazione di solidarietà pensata dalla comunità musulmana francese dopo l’uccisione di padre Jacques Hamel a Rouen.

Lo testimoniano le nette parole di condanna del terrorismo pronunciate da tanti esponenti musulmani dopo l’orrore di Rouen, ma soprattutto le immagini, fortemente simboliche, catturate dalla cronaca, di commossi abbracci tra parroci, vescovi e imam.

Napoli una delegazione della Confederazione islamica campana e Abdullah Cozzolino, segretario generale della Confederazione islamica italiana, sono alla messa del mattino nella Cappella del Tesoro di San Gennaro in Duomo, accolta dalle parole del Vescovo ausiliario, monsignore Gennaro Acampa: “Insieme ai fratelli musulmani che sono qui oggi, ad allietare questa celebrazione, chiediamo al Signore il dono della pace”.

Il nostro dialogo – ha detto Cozzolino parlando dall’altare – con la comunità e i nostri fratelli cattolici proseguirà, ma da oggi deve proseguire in modo più intenso. C’é bisogno di più dialogo, di più affermazione di valori comuni che sono i valori di pace, di solidarietà, di amore, per rispetto del nostro unico Dio, misericordioso e compassionevole”.

La Coreis, la Comunità religiosa islamica italiana, ha raccolto l’appello, ma il mondo musulmano ha risposto con qualche distinguo. Il portavoce della Grande Moschea di Roma si è detto in disaccordo con l’iniziativa, temendone “il tono spettacolare”, ma tre imam di altrettanti quartieri della capitale sono andati alla messa a Santa Maria in Trastevere.

“Qui siamo a casa”. “Oggi la nostra presenza” in chiesa “è simbolica per mandare un messaggio” contro il terrorismo, “ma la collaborazione esiste da tanto tempo”. “Tutte le religioni sono religioni di pace, fratellanza e uguaglianza”. “Dobbiamo avere coraggio noi imam per affrontare il terrorismo. Voi persone di fede siete pronte a collaborare con noi per evitare questa maledizione”. Lo hanno detto gli imam durante la messa a Santa Maria in Trastevere.

“Siamo molto grati per questa risposta pronta, tempestiva e chiara”, ha commentato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. “Se continuano su questa strada si potrà creare un vero isolamento attorno a questi fanatici omicidi”.

A Milano alcuni membri della Coreis presenti alla messa nella parrocchia di Santa Maria in Caravaggio. Non è la prima volta: era già successo dopo l’attentato al Bataclan di Parigi del 13 novembre. A Torino una delegazione di fedeli islamici alla celebrazione cattolica nel Santuario della Consolata, a Bari musulmani e cattolici insieme nella cattedrale di San Sabino e leggendo la Bibbia e il Corano, quest’ultimo prima in italiano poi in arabo; a Napoli una delegazione della Confederazione islamica campana al Duomo nella cappella di San Gennaro; l’imam di Genova Hussein Salah nella cattedrale di San Lorenzo. Niente messa, ma a Bologna la comunità islamica bolognese sarà martedì alla commemorazione della strage della stazione del 2 agosto 1980, per esprimere un messaggio di fratellanza contro tutti i terrorismi. A Palermo una decina di imam in cattedrale.

Forti le parole dell’imam Ahmed El Balazi di Vobarno di Brescia, che ha preso le distanze dai terroristi definendoli “criminali e falliti“: ‘Non ho paura. Come me la pensano gli altri Imam con i quali sono in contatto. Questa gente sporca troppo la nostra religione ed è brutto sapere che tanti considerano tutti i musulmani terroristi, non è così”.

L’omaggio a padre Jacques a Rouen, in duemila in cattedrale. “Un fatto fondamentale nella storia delle nostre religioni in Francia”, dice il Grande rettore della Moschea di Parigi e presidente della Consiglio francese del Culto Musulmano, Dalil Boubakeur, dopo la messa a Notre-Dame-de-Paris. “Non abbiamo mai avuto un legame così forte. La situazione è molto grave. E’ ora di cambiare i nostri comportamenti, di non dividerci. Dobbiamo essere il Paese dell’unità e della fraternità”.

Un dialogo tra islam e cristianesimo a cui non crede affatto il leader della Lega Matteo Salvini. “Qualcuno è felice perché qualche islamico oggi va a Messa. Poveri illusi. Si vadano a leggere la Dichiarazione Islamica dei diritti dell’uomo del 1981 o la Dichiarazione del Cairo dei diritti umani dell’Islam del 1990. La “legge islamica” prevale su tutto e tutti, il resto sono palle. Oggi l’Islam non è compatibile con le nostre libertà e i nostri diritti. Chi non lo capisce o è illuso, o è ignorante, o è complice” ha scritto su Facebook.

 


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