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Islam, un sito dedicato alle donne musulmane italiane

Il sito promuove l'educazione a casa dei bambini, l'uso del velo (niqab compreso) ed elenca gli ambiti in cui alla donna musulmana è permesso lavorare

MILANO – Un sito dedicato alle donne musulmane italiane, che promuove l’educazione dei figli a casa ed insegna a signore e signorine a stare al loro posto, suggerendo quali sono le professioni ritenute “halal”, cioè conformi ai dettami dell’islam. Il sito si chiama al Ghurabaa e potrebbe ricordare alcuni siti analoghi che esprimono il cattolicesimo più intransigente, ma anche altri magazine femminili ancorati alla visione della donna più tradizionalista.

Le redattrici (tutte donne, ovviamente) spiegano di ispirarsi all’islam salafita, quello più legato all’interpretazione letterale del Corano, quello, insomma, dell’Arabia Saudita e dei Paesi del Golfo.

Nel descrivere “lo status della donna nell’Islam” le redattrici spiegano che

“è molto alto. La grande importanza che l’islam conferisce alla donna dipende dalla responsabilità che essa dovrà prendersi nei confronti dei figli, della famiglia e della costruzione di una società giusta”.

A chi obiettasse che così la donna viene relegata esclusivamente al ruolo di madre, il sito spiega che no, non è solo quello il compito di una donna musulmana:

“una donna può essere educatrice di bambini non suoi, istruttrice delle sue sorelle, compagna e saggia consigliera per il proprio marito e per i propri familiari”.

E più avanti ancora, quasi a voler prevenire altre eventuali obiezioni:

“L’islam non vieta alla donna di lavorare, sia chiaro. L’islam vieta però alla donna (e all’uomo) di rinunciare alla propria religione pur di realizzarsi professionalmente, mettendo da parte quella che è la priorità del musulmano e cioè l’adorazione di Allah”.

Che per la donna vuol dire comunque limitarsi ai “settori specifici alle donne”. 

Sul sito c’è anche una lettera di una donna musulmana che ricorda gli attentati di Parigi e critica l’eccessiva attenzione rivolta dall’Occidente a quella strage e non alle altre, tante stragi che colpiscono i musulmani. Ci sono articoli che tessono gli elogi dell’educazione a casa dei bambini. E naturalmente viene promosso il velo, compreso il niqab, ovvero quel mantello nero che copre anche il viso, lasciando liberi soltanto gli occhi. E per chi avesse del tempo libero, come nella migliore tradizionale, ecco una sezione dedicata alle ricette. Perché, ovviamente, la cucina è cosa da donne. E non solo nella cultura islamica.

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