Cronaca Italia

Ismail Kammoun, Johnny lo Zingaro e Igor il Russo: i tre evasi incubo dell’estate italiana

Ismail Kammoun, Johnny lo Zingaro e Igor il Russo: i tre evasi incubo dell'estate italiana

Ismail Kammoun, Johnny lo Zingaro e Igor il Russo: i tre evasi incubo dell’estate italiana

ROMA – Ismail Kammoun, Giuseppe Mastino alias Johnny lo Zingaro e Norbert Feher o Igor Vaclavic, noto anche come Igor il russo: sono i tre incubi dell’estate italiana. Tre uomini in fuga dopo aver u****o, scontato anni di galera e, in alcuni casi, usufruito persino di permessi premio.

Due di loro sono evasi, mentre il terzo era stato rilasciato due anni prima della fine della pena, ricorda Pierangelo Spegno su La Stampa. E adesso è caccia all’uomo in tutta la Toscana.

Ismail Kammoun, 50 anni, tunisino, era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio, su commissione mafiosa, di Serafino Ogliastro, ex poliziotto diventato venditore d’auto a Palermo. Alcune sere fa non è rientrato dal permesso premio al carcere di Volterra.

San raffaele

Nel 2001 aveva persino ricevuto un premio per aver preso il diploma di geometra in carcere. Da Volterra, scrive Sapegno, fanno sapere che si è sempre comportato bene. S’ era messo a studiare e dopo il diploma aveva cominciato a lavorare alla sartoria del penitenziario. Ma l’altra sera anziché tornare in cella è sparito.

Il nordafricano che, secondo gli inquirenti, “non risulta radicalizzato”, negli anni ’90 per conto della mafia aveva u****o una persona e per questo era stato condannato all’ergastolo con l’aggravante dell’associazione mafiosa, ma in realtà Kammoun mafioso non è mai stato. E da tempo era considerato un ‘detenuto modello’. Proprio per questo, per essere riuscito a non far parlare mai di sé durante la reclusione, ha potuto usufruire del permesso premio durante il quale ha fatto perdere le proprie tracce subito dopo avere lasciato Volterra, due giorni più tardi l’uscita dal carcere.

La sua permanenza in carcere è stata caratterizzata da una condotta ineccepibile fino a martedì scorso, quando ha varcato la soglia del Maschio, il penitenziario etrusco, per prendersi “una vacanza”: dieci giorni di permesso premio concessi dall’amministrazione penitenziaria secondo precise prescrizioni. Kammoun avrebbe infatti dovuto essere controllato quotidianamente dalle forze dell’ordine. Eppure qualcosa è andato storto: il tunisino, infatti, secondo il programma prestabilito doveva soggiornare due giorni a Volterra prima di trasferirsi sulla costa livornese. Ed è proprio dopo avere lasciato la città etrusca che la questura di Livorno, incaricata di monitorarlo, ne ha perso i contatti.

Così come è sparito Giuseppe Mastini, alias Johnny lo Zingaro, anche lui condannato a vita per diversi omicidi, rapine e furti, sospettato anche dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini per la sua amicizia con Giuseppe Pelosi e i fratelli Borsellino, noti neofascisti, anche se lui ha sempre negato. Ma alla fine è stato arrestato per un altro omicidio, quello dell’autista di tram Vittorio Bigi. Ma anche lui ha subito beneficiato di un permesso per buona condotta ed è evaso. Arrestato di nuovo per l’omicidio di un agente ad un posto di blocco, ha approfittato di un permesso di lavoro, addirittura alla scuola di Polizia di Cairo, per far perdere le proprie tracce.

Il terzo caso, il più noto alle cronache degli ultimi mesi, è quello di “Igor il russo”, sparito nel nulla dopo aver u****o un povero barista e una guardia ecologica. Di lui si sapeva molto poco, se non che era inseguito da un mandato di cattura europeo per stupri e rapine in Serbia. Sulle carte, però, ricorda Sapegno, risulta essere quell’Igor Vaclavic condannato a 9 anni per una serie di rapine e rilasciato in anticipo, come detenuto modello, il 1° giugno 2015 dal carcere di Rovigo.

In tutto, nel 2016 ci sono state 114 evasioni: 6 evasi sono fuggiti dal carcere, 34 grazie ai permessi premio, 23 approfittando del lavoro esterno come Johnny lo Zingaro; 14 della semilibertà e 37 da mancati rientri.

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