Cronaca Italia

Ismail Tommaso Hosni accoltellò militari e poliziotto in stazione Centrale: giudice vuole perizia psichiatrica

Ismail Tommaso Hosni

Ismail Tommaso Hosni

MILANO – Il Gup, il giudice per le udienze preliminari, ha deciso che una perizia psichiatrica dovrà accertare se Ismail Tommaso Hosni, il 20enne italo tunisino arrestato per avere aggredito con due coltelli due militari e un agente della Polfer alla stazione Centrale di Milano, lo scorso 18 maggio, era capace di intendere e di volere.

Ismail Tommaso Hosni è accusato di tentato omicidio, lesioni e resistenza. Hosni è anche indagato per terrorismo internazionale in un altro filone dell’inchiesta.

Il legale del giovane, infatti, dopo aver presentato per due volte al gip in fase di indagini l’istanza per una perizia psichiatrica, l’ha riproposta al gup come condizione del processo con rito abbreviato. Il giudice ha dato l’ok e ora dovrà individuare un perito (l’udienza di conferimento per l’incarico e i termini non è ancora stata fissata), che dovrà valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dei fatti. Verosimilmente a novembre (data ancora da fissare), dopo la perizia, si svolgerà il processo a porte chiuse e se Hosni dovesse essere ritenuto totalmente incapace in sentenza, anche sulla base della relazione del perito, verrebbe assolto, mentre col vizio parziale di mente la pena sarebbe ridotta.

Il legale di Hosni ha chiesto l’accertamento peritale depositando relazioni mediche del carcere di San Vittore che, come chiarito dal difensore, parlano di un “ritardo mentale” del giovane. E il giudice nell’accogliere la richiesta l’ha ritenuta “fondata” per una serie di elementi, tra cui la stessa documentazione medica del carcere, l’interrogatorio davanti al gip dopo l’arresto in cui era apparso confuso e anche il fatto che, quando venne portato a San Vittore, reagì mordendo uno degli operanti. Il processo in corso riguarda solo l’accoltellamento in relazione al quale sono stati contestati dal pm di Milano Maura Ripamonti la resistenza a pubblico ufficiale, il tentato omicidio per il ferimento di un poliziotto e un militare, le lesioni aggravate per l’aggressione dell’altro militare. Rimane aperta, invece, l’indagine per terrorismo internazionale dei pm Alberto Nobili e Alessandro Gobbis che stanno indagando su possibili collegamenti di Hosni con reclutatori dell’Isis. Il giovane, infatti, aveva postato sul suo profilo Facebook video inneggianti il sedicente Stato islamico. “Ho rubato quei due coltelli – aveva detto Hosni dopo l’arresto – perché in stazione c’erano delle persone che volevano farmi del male, per difendermi, ricordo che ero in stazione ma non ricordo nulla dell’aggressione, quando mi sono svegliato avevo il sangue sulle mani. Quel giorno avevo assunto cocaina”.

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