Cronaca Italia

Italo D’Elisa “non poteva andare in carcere”. Giudice Di Florio spiega perché a L’Arena

Italo D'Elisa "non poteva andare in carcere". Giudice Di Florio spiega perché a L'Arena

VASTO – “A tutto si poteva pensare tranne che a un arresto facoltativo in flagranza di reato”. Così il procuratore della Repubblica di Vasto, Giampiero Di Florio, ha risposto, nel corso della trasmissione di RaiUno “L’Arena, a Massimo Giletti che gli chiedeva di spiegare perché Italo D’Elisa non fosse in carcere dopo l’incidente del primo luglio. Uno dei fattori che, ha detto il conduttore, avrebbe fatto “uscire di senno Fabio Di Lello“.

“Nessuno deve uscire fuori di testa quando vanno rispettate le regole di uno stato di diritto, non bisogna confondere giustizia con giustizialismo” ha replicato Di Florio. “La situazione che si è presentata ai carabinieri intervenuti nell’immediatezza dei fatti, il giorno dell’incidente, era questa – ha poi ricordato il procuratore – Innanzitutto la velocità non era eccessiva per come l’abbiamo ricostruita noi: con un limite di 50 km orari il ragazzo andava a 62. Non aveva assunto sostanze stupefacenti o alcoliche, era incensurato, si è fermato per prestare i primi soccorsi, nei limiti del possibile. Anche nel caso in cui si fosse proceduto all’arresto, il ragazzo sarebbe uscito dopo due giorni, perché non c’erano le esigenze cautelari, non possiamo inventarcele come anticipazione della pena. Bisogna avere cautela su questo punto. Non possiamo chiedere ai giudici di non applicare la legge. I presupposti per una custodia cautelare sono fissati dal codice”.

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