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Iva evasa per pagare i dipendenti durante la crisi: assolto Aldo Rebuli

TREVISO – Ha evaso l’Iva per un milione di euro per poter pagare i suoi operai e dipendenti quando l’azienda era in crisi. Ado Rebuli, amministratore della Mobil Record di Fontanelle, azienda di proprietà di Ettore Setten, ha fatto una scelta: versare 911 mila euro di tasse o pagare regolarmente gli stipendi dei suoi dipendenti. Una scelta che per i giudici non ha dolo, motivo per cui è stato assolto da ogni accusa di evasione fiscale.

Fabiana Pesci su La Tribuna di Treviso scrive che la tesi portata avanti dalla difesa è che Rebuli non ha mai incassato le fatture a causa dell’insolvenza dei clienti e così ha preferito usare la liquidità residua per pagare i dipendenti, prima di pagare le tasse al fisco:

“I fatti contestati all’ex amministratore Rebuli risalgono al 2013: secondo l’accusa la Mobil Record non avrebbe versato quasi un milione di euro di Iva. La difesa, nel corso del procedimento, celebrato con rito abbreviato, ha sempre portato avanti la tesi della crisi di liquidità, dettata in primo luogo dalla terribile congiuntura economica in cui è finita impantanata anche l’azienda di Fontanelle. E il giudice le ha dato ragione.

Rebuli e Barolo già avevano registrato una vittoria in tribunale: l’ex amministratore dell’azienda di arredamento era finito a processo ancora una volta per mancato versamento dell’Iva, in questo caso relativa al 2010. In quell’occasione però si riuscì a dimostrare che Rebuli era stato nominato amministratore solo due mesi prima dello scoppio del bubbone Iva. Ecco che gli atti relativi alla posizione di Setten furono rispediti al pubblico ministero e Rebuli venne assolto. Ma è acqua passata”.

Il 7 ottobre un nuovo capitolo di questa storia giudiziaria è stato scritto dalla sentenza dei giudici, che ha riconosciuto l’assoluzione dell’imprenditore:

“«Ha prevalso la linea giurisprudenziale per cui, nel mancato versamento dell’Iva, non c’è dolo se l’azienda è stato di crisi finanziaria». La vicenda si è chiusa positivamente per l’azienda in tribunale, ma anche sul fronte occupazionale le cose sembrano essersi risolte.

Dopo il fallimento Mobil Record era riuscita nell’impresa di salvare tutti i 116 posti di lavoro: l’imprenditore Guido Tonus della Girasole di Chiarano aveva ceduto tutte le sue quote nella nuova Mobil Sprint a Giuseppe Caruso, presidente della catena di negozi Mondo Camerette di Caserta. Questo è avvenuto poco meno di un anno fa, con la promessa che l’attività di produzione sarebbe ripartita nell’arco di pochi mesi.


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