Cronaca Italia

Jesolo, ragazza di 17 anni stuprata in discoteca. Arrestato si difende: “Ho registrato audio…”

Jesolo, ragazza di 17 anni stuprata in discoteca. Arrestato si difende: "Ho registrato audio..."

Jesolo, ragazza di 17 anni stuprata in discoteca. Arrestato si difende: “Ho registrato audio…”

JESOLO – Una ragazza di 17 anni è stata stuprata in una discoteca a Jesolo e l’aggressore arrestato. L’uomo, un marocchino di 25 anni, si è difeso dichiarando di non sapere che la ragazza fosse minorenne e di aver registrato un audio che proverebbe il consenso. La giovane, soccorsa dopo l’aggressione, presenta i segni della violenza fisica ed è stata ricoverata in stato di shock, mentre del presunto audio che dimostri la sua innocenza, inviato per goliardia ad alcuni amici, non c’è ancora traccia.

A raccontare l’episodio è il quotidiano Il Gazzettino, che scrive che il marocchino è stato arrestato lunedì 28 agosto dalla polizia con l’accusa di violenza s******e su una minore. L’aggressione sarebbe avvenuta nel parcheggio della nota discoteca Il Muretto di Jesolo, vicino Venezia, e una volta davanti agli agenti l’uomo si è difeso sostenendo di aver registrato l’audio dell’amplesso e di poter dimostrare la consensualità dell’atto. Di quell’audio però non c’è traccia sul cellulare dell’uomo:

“Il giovane nordafricano, difeso dall’avvocato Mario D’Elia, ribadirà al magistrato la sua versione: il rapporto era consenziente e la ragazza non gli aveva mai detto di essere minorenne. L’arresto era basato però su elementi incontrovertibili: ovvero gli esami del pronto soccorso. Secondo i medici, la 17enne presentava segni compatibili con una violenza s******e. Con questo via libera, era scattato il procedimento d’ufficio e l’arresto. Ora starà al giudice decidere da che parte pendere: non è da escludere, comunque, che la verità stia nel mezzo. L’ipotesi investigativa propenderebbe per un rapporto iniziato in un certo modo e poi degenerato. La ragazza, comunque, quella notte era sotto choc. Non aveva neppure voluto sporgere denuncia, terrorizzata anche dalla possibilità che i genitori venissero a sapere cos’era accaduto”.

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