Cronaca Italia

Jessica, italiana: “Anis Amri ha vissuto da me. A un certo punto pregava sempre”

Jessica, italiana: "Anis Amri ha vissuto da me. A un certo punto pregava sempre"

ROMA – “Anis Amri ha vissuto da me”. A dichiararlo è una ragazza italiana, Jessica, intervistata dalla Bild, che rivela il soggiorno in una località vicino a Roma, dell’attentatore di Berlino Anis Amri, che il 19 dicembre ha ucciso 12 persone al mercatino di Natale della Chiesa della Memoria, ed è stato poi intercettato e ucciso dalla polizia italiana. Il marito di Jessica è tunisino, spiega il tabloid, ed è in carcere per traffico di stupefacenti. Il tunisino aveva conosciuto Amri in un campo profughi di Lampedusa, nel 2011.

Jessica racconta la reazione avuta quando ha visto Amri in tv, dopo l’attentato: “O mio Dio, questo è Anis, ho detto a mia mamma. Riconosco la bocca. Ho iniziato a tremare tutta”. Il giorno dopo l’uccisione di Amri, la polizia italiana ha perquisito l’appartamento di Jessica, racconta ancora la ragazza, che ha 22 anni. “Volevano scoprire se volesse venire da noi. Naturalmente no. Noi con questo non abbiamo nulla a che fare. Noi abbiamo paura dei fondamentalisti islamici”.

Amri non avrebbe mai parlato di Isis con la ragazza italiana, che lo ha ospitato vicino Roma: “Ha solo detto che non ha nulla a che fare con il Corano“, ha raccontato Jessica alla Bild. “Io però ho visto che aveva amici su Facebook, che avevano la bandiera di Isis come immagine del profilo”. Inoltre diceva che “si dovrebbe lanciare una bomba atomica su Israele”. Qualche settimana dopo il suo arrivo da loro, nell’estate 2015, Amri si è trasferito in Germania: “Ha detto di avere un lavoro in vista”. Quindi si sarebbe fatto vivo ancora un’ultima volta con suo marito, che è in carcere dall’estate 2016.

Da giovane allegro e quasi infantile, Amri è diventato improvvisamente “molto diverso”. Lo racconta Jessica, che dice di averne vissuto la radicalizzazione. Dalle bravate fatte con suo marito, “hanno fatto sempre casino insieme, bevuto, fumato, incontrato donne”, Amri poi si è trasformato. “All’improvviso era molto diverso. Più calmo, pregava almeno 5 volte al giorno. Penso si sia radicalizzato in carcere”, racconta. “Non voleva più fumare, e se c’era una birra a tavola non voleva neanche più sedersi”.

Addirittura durante la notte si alzava per pregare, continua il racconto di Jessica. La ragazza descrive Anis come un temperamento “ribelle e testardo”. “Uno che non si lasciava dire le cose”, dice di lui. Dopo aver trascorso quattro anni in carcere, Amri si è fatto vivo di nuovo, a casa loro, “voleva vivere da noi”. Nell’estate 2015, si è presentato con una grande borsa, un tappetino da preghiera e una veste

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