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John Kerry al ristorante a Roma: auto corazzate e cecchini

Il segretario di Stato americano ha pranzato in un ristorante in via San Nicola da Tolentino, a due passi da piazza Barberini

ROMA –  John Kerry, segretario di Stato americano, in visita a Roma paralizza parte del centro storico per pranzare nel suo ristorante preferito, in via San Nicola da Tolentino, a due passi da piazza Barberini.

Kerry ha voluto gustare anche questa volta la sua amata bistecca e i suoi amati tagliolini con tartufo e porcini, ci informa Mario Ajello, che sul quotidiano romano il Messaggero sottolinea come per mettergli di farlo si sono mobilitate “quindici auto corazzate, agenti segreti e cecchini dappertutto”.

Scrive Ajello:

“C’è mancato soltanto un drone, arrivato da Foggy Bottom su via San Nicola da Tolentino. Per difendere John Kerry con la forchetta in mano e la bistecca tra i denti, nella sua trattoria prediletta dietro piazza Barberini. Per il resto, come se fossimo in un teatro di guerra e in una città coloniale da romanzo di Graham Greene (Saigon o Karachi?), Roma ha vissuto il remake di quando quattordici mesi fa il segretario di Stato americano, per mangiare un’altra bistecca nel medesimo posto, fece bloccare la città dai mini-van blindatissimi della sicurezza e dalla super-scorta che ha bloccato traffico e passaggio pedonale. Ora ci risiamo”.

Anche perché il pranzo di Kerry con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni non è durato poco: è stato infatti seguito da un

caffè di oltre un’ora con l’emiro del Qatar, a sua volta seduto in quel ristorante. Il conto lo ha pagato di nuovo Roma, tra traffico in tilt e impraticabilità della zona. La città ospitante dovrebbe stare più attenta in questi casi. Mettere a proprio agio il visitatore è la regola base. Senza però espropriare i romani del diritto di cittadinanza, per fare stare più comodo Kerry o chi per lui. Sennò, l’ospitalità diventa sudditanza, e questo Roma non lo merita e non lo può permettere”.


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