Cronaca Italia

Johnny Lo Zingaro, dichiarazione d’amore a Giovanna Truzzi: “T’amo più della vita mia”

Johnny Lo Zingaro, dichiarazione d'amore a Giovanna Truzzi: "T'amo più della vita mia"

Johnny Lo Zingaro, dichiarazione d’amore a Giovanna Truzzi: “T’amo più della vita mia”

ROMA – “Amore mio, t’amo più della vita mia”. E’ la dichiarazione d’amore di Johnny Lo Zingaro, al secolo Giuseppe Mastini, alla compagna Giovanna Truzzi. L’incredibile file audio diffuso dalla polizia è stato estratto dal telefono di lei. [Qui una riproduzione dell’audio]

L’ergastolano, in fuga dal 30 giugno scorso, è stato catturato martedì 25 luglio in un’abitazione a Taverne d’Arbia, una frazione a sud di Siena, dove si nascondeva  con la donna evasa a sua volta dagli arresti domiciliari

Questa è la mia ultima fuga”, ha detto ai poliziotti che lo ammanettavano per l’ennesima volta. Quella iniziata il 30 giugno dal carcere di Fossano (Cuneo) è stata per lui la seconda evasione, la prima trent’anni fa. Allora fu forse il desiderio di libertà a spingerlo, oggi forse il desiderio d’amore.

Ad attenderlo a Forte dei Marmi (Lucca) c’era infatti il suo primo amore, anch’essa evasa dai domiciliari, Giovanna Truzzi. Insieme avevano cercato rifugio nell’abitazione della sorella di lei, Esterina. Galeotto fu proprio il materasso ordinato per dormire insieme e un pagamento effettuato con la Postepay intestata a Giovanna Truzzi.

L’amore tra Johnny lo Zingaro e Giovanna Truzzi, entrambi di etnia Sinti, era iniziato presto, quando entrambi erano ancora adolescenti. Neanche il carcere era riuscito ad affievolire il loro sentimento: i contatti tra i due sono proseguiti negli anni tra telefonate e fugaci incontri. “Amore mio, ti amo più della mia vita”, ha detto Johnny Lo Zingaro a Giovanna Truzzi in una telefonata intercettata dalla polizia che gli dava la caccia e riferita dal giornale Radio Rai.

Ma il loro sogno d’amore è svanito ieri, forse, per l’ultima volta. “Johnny lo Zingaro è per certi versi un personaggio romanzesco ma non deve passare solo come un personaggio della letteratura criminale, per scrivere quelle pagine qualcuno ne ha pagato e paga tuttora le conseguenze”, ci ha tenuto a precisare Alfredo Fabbrocini, direttore della seconda divisione del Servizio Centrale Operativo della Polizia che ha condotto il blitz.

Fabbrocini ha perciò ricordato proprio le vittime e i feriti per mano di Johnny lo Zingaro. Le fughe sono state una costante nella vita di quest’uomo, 57 anni, 40 dei quali trascorsi in carcere a causa della lunga scia di sangue che si è lasciato alle spalle a partire dagli anni Settanta. Senza sangue, invece, si è conclusa l’operazione di martedì che ha visto oltre 50 uomini impiegati del reparto Squadra Mobile della Polizia di Cuneo, Lucca e Siena e della Polizia Penitenziaria.

Johnny lo Zingaro è stato catturato nella mansarda dell’appartamento di edilizia popolare alla periferia di Siena dove si trovava, secondo gli investigatori, dai primi di luglio. “Qui si sentiva in una botte di ferro perché nessuno conosceva la sua identità e nessuno in casa lo avrebbe mai tradito”, ha aggiunto Fabbrocini specificando: “Non abbiamo ragione di pensare che avrebbe tentato di fuggire ancora”.

La certezza della presenza di Johnny lo Zingaro in quell’appartamento, i poliziotti l’hanno avuta solo intorno alle 15 di ieri quando una telecamera nascosta l’ha ripreso sulla soglia di casa intento a parlare con un conoscente. Di qui la decisione del blitz ritardato però di mezzora a causa di una inaspettata passeggiata in giardino del latitante. Alle 19, dopo il suo rientro, è scattata l’operazione: al momento dell’irruzione degli agenti di Polizia, Johnny lo Zingaro ha solo accennato una fuga arrampicandosi sul muro che dà sul tetto ma, resosi conto di essere circondato, si è arreso senza opporre resistenza.

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