Cronaca Italia

Joseph Ratzinger, il Papa emerito Benedetto XVI compie 90 anni

Benedetto XVI e Papa Francesco (foto Ansa)

Benedetto XVI e Papa Francesco (foto Ansa)

ROMA -Oggi, domenica 16 aprile, il Papa emerito Benedetto XVI compie 90 anni. “Papa Ratzinger è un uomo di stupenda e bellissima intelligenza. La sua forza però non è solo questa ma la semplice e umile amicizia con Gesù che traspira in ogni scritto e nelle sue tante belle omelie”. Lo ha detto l’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn, amico e discepolo di Ratzinger in una lunga intervista dal titolo “Buon compleanno Benedetto” realizzata a Vienna dal direttore dell’informazione di Tv2000, Lucio Brunelli.

Nell’intervista spazio anche a un racconto personale: “Ho un ricordo molto commovente che oggi posso raccontare. Il cardinale Ratzinger aveva avuto un ictus nel settembre del 1991. Non fu un ictus grave e recuperò rapidamente. Ma a causa di questo non riuscì a venire alla mia ordinazione episcopale perché era in ospedale. Così mi scrisse una bellissima lettera” e “circa un mese dopo il 2 novembre la sua cara sorella Maria che era sempre con lui, fedelissima, umile, intelligente, santa donna, ebbe un ictus terribile mentre si trovava davanti alla tomba dei genitori. È morta lo stesso giorno. Eravamo molto commossi perché non sapevamo come Ratzinger avrebbe reagito alla morte della sorella. Il giorno dopo il Conclave quando il nostro caro professore e amico è entrato nella sala per la colazione di Santa Marta vestito di bianco ci ha salutati e gli ho detto: “Santo Padre ieri durante la sua elezione ho molto pensato a sua sorella Maria e mi sono chiesto se sua sorella avesse chiesto al Signore di prendere la sua vita e di lasciare quella di suo fratello”.

“È un uomo di novant’anni – dice, intervistato da Repubblica, monsignor Georg Gänswein, suo segretario personale con cui vive nel Monastero Mater Ecclesiae – lucidissimo, ma le forze fisiche diminuiscono. Le gambe sono affaticate e non riesce a suonare benissimo il piano. Dice che le mani non obbediscono più come una volta o almeno non come dovrebbero obbedire per suonare bene”.

La rinuncia al soglio pontificio? “Non si è mai pentito. È convinto di avere fatto la cosa giusta, per amore del Signore e per il bene della Chiesa. Nella sua anima c’è una pace toccante, che fa capire che nella coscienza c’è la certezza di aver fatto bene davanti a Dio”. Gänswein nega anche qualsiasi tipo di pressione esercitata su Ratzinger in merito alla sua rinuncia: “Non ha avuto pressioni da nessun parte. Se ci fossero state, lui non avrebbe ceduto. Ha capito di dover ridare nelle mani del Signore ciò che aveva ricevuto da Lui”.

Sui paragoni con Papa Franceosco: “Non è possibile che Benedetto non si accorga che ogni tanto si fanno queste contrapposizioni, ma non si lascia provocare da articoli o affermazioni del genere. Ha deciso di tacere e rimanere fedele a questa decisione. Non ha nessuna intenzione di entrare in diatribe che sente lontane da sé”.

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