La Maddalena e il suo G8 mancato/ L’Isola infelice: le opere incompiute e gli alberghi vuoti di cui nessuno parla

Tavolini vuoti, vento di calcinacci, l’immagine di Obama offuscata si intravede grazie a una tv di un piccolo bar. Opere sontuose lasciate a metà, eterni cantieri, cattedrali in un deserto che sembra resterà tale. Albergatori che si indebitano, mentre i cugini corsi festeggiano, per i tanti fedeli villeggianti che, in vista del G8, avevano indirizzato “un po’ più in alto” la loro destinazione estiva.

Certo, non è lo spostamento del G8 la causa della crisi del turismo alla Maddalena. Le difficoltà hanno radici più profonde e inchiodate alla servitù militare e rinnovate dalla bufera generata dalla crisi. Il G8 avrebbe solo aiutato, rilanciato, salvato l’isola nell’isola. Invece la presenza dell’assenza ha peggiorato, se possibile, le cose.

Chi viene in questi luoghi per passarci le vacanze non sa niente della loro storia, ma esiste un debito, un vero e proprio debito storico verso la Maddalena. Chi lo pagherà?

Trentadue anni di convivenza con la base Nato. E ancora e sempre militari e resort per ricchi, vacanzieri milionari che come scrive Costantino Cossu «il fantasma di Lord Nelson non potrà di certo inquietare. Ma neppure quello del suo rivoluzionario antagonista Bonaparte, che a vent’anni, in nome della libertà, coprì l’isola di palle di cannone».

La Sardegna ha pagato caro il prezzo di una promessa non mantenuta, perché erano anni che l’aspettava. I numeri sono forse più eloquenti: il danno complessivo è 522 milioni di euro. La strada Olbia-Sassari, l’allungamento della pista dell’aeroporto, lo svincolo del fiume Padrongianus, lo spostamento della stazione, la costruzione del molo levante di Porto Torres. Caserme e questure nuove di zecca. Niente di tutto ciò.

Suona come una beffa alle orecchie degli isolani la promessa di Frattini che tutto si farà, comunque e nei tempi prefissati. Il sindaco Angelo Comiti, che ha appreso la notizia dello spostamento del G8 dalla stampa, parla ancora di «sabotaggio».

In merito ai 225 milioni di euro, il deputato Giulio Calvisi ha dichiarato: «Vorremo sommessamente ricordare che quelli destinati all’isola di La Maddalena non erano fondi dello Stato, ma fondi Fas già destinati dalla programmazione nazionale alla Sardegna e che il Governo Prodi e la giunta Soru avevano deciso di utilizzare per la trasformazione dell’economia di La Maddalena dopo l’abbandono della presenza militare americana».

Non soldi dello Stato, ma della Sardegna. Quale risparmio? Nel marasma generale è andata bene, anzi benissimo, solo al gruppo industriale di Emma Marcegaglia, che si è aggiudicato (chiavi in mano e per 40 anni) la gestione dell’ex arsenale diventato albergo, palazzo dei congressi e media center. Ha speso solo 40 milioni per completare un investimento pubblico di ben 206.

Beh, i sardi si potranno comunque consolare con alcune delle strutture programmate in previsione dell’evento, come il complesso progettato e completato in appena 18 mesi da Stefano Boeri nell’ex arsenale militare, che comprende un centro congressi, un hotel, due sale per esposizioni e un porticciolo per settecento natanti. Che consolazione!

9 luglio 2009 | 19:21   Letto 1054 volte   


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