Blitz quotidiano
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Ladronaia (Livorno): pugni e calci al parco, in pieno giorno

CECINA (LIVORNO) – Ladronaia (Livorno), pugni e calci in pieno giorno al parco in pieno giorno. Tutto sotto gli occhi delle telecamere della videosorveglianza, come se nulla fosse, in una zona in cui il degrado ormai, purtroppo, la fa da padrone.

Tossicodipendenti che si bucano sulle panchine, proprio davanti alle case, gente che fa i propri bisogni dietro ai cespugli. E adesso anche le risse. Quella raccontata da Manolo Morandini sul Tirreno è avvenuta alle 16 di domenica 10 aprile, pieno pomeriggio di primavera, quindi. Racconta Morandini:

Un pugno in pieno volto. L’uomo tramortito che finisce a terra. E l’altro che non esita a sferrargli un calcio. Anche questo in faccia. In pieno giorno e sotto l’occhio della telecamera di videosorveglianza. Si picchiano in piazza Iori, in quello spazio che più volte è stato al centro degli allarmi sicurezza gridati dai residenti nel quartiere.

(…) Ma al di là della violenza che si consuma in una manciata di istanti sono il prima e il dopo a dare il senso del disagio lamentato da chi abita in quel quartiere. Un gruppo di giovani e alcuni adulti staziona su una panchina. Tutti bevono birra. E tra questi c’è già chi a quell’ora fatica a reggersi in piedi, stordito dall’alcol. Un altro si allontana barcollando per andare a fare i suoi bisogni nascosto tra i cipressi. La scazzottata sembra come un’interruzione. Dopo tutto torna uguale a prima. Ed è questo più di altro a dare il segno che le lamentele dei residenti hanno più di un fondamento.

Al quartiere Ladronaia torna a suonare l’allarme degrado. Alcune sere fa ad un cane che abbaiava è stata lanciata una bottiglia di vetro. Un’altra residente si è imbattuta in alcuni tossici intenti a bucarsi su una delle panchine a ridosso delle abitazioni. E nelle ultime sere il calendario sembra essere tornato all’autunno dello scorso anno. Notti di baldoria a due passi da piazza Iori. E al mattino rifiuti, cocci e sporcizia ovunque. Panchine spostate a distanza di metri e che al bisogno si trasformano in letto. Alberi e siepi utilizzati come nascondigli o cesso. Uno scenario a cui chi vive qui non vuole rassegnarsi.

 


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