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Lamberto Sposini, a 5 anni dall’ictus parla solo con occhi

ROMA – Lamberto Sposini, a 5 anni dall’ictus parla solo con occhi. Lamberto Sposini sorride quando osserva la sua ex compagna, Sabina Donadio, impegnata a sistemare i fiori. Sono passati 5 anni da quel terribile giorno in cui Sposini, poco prima di andare in onda come di consueto con La vita il diretta, è stato colpito da un ictus. Dopo un lungo calvario, il giornalista ex Tg5 sta lentamente tornando alla normalità, ma il percorso è in salita e non ancora terminato. Vicino a lui ci sono la famiglia e gli amici, come Mara Venier, che non l’ha mai lasciato, la figlia Matilde e l’ex compagna Sabrina Donadio.

E Sabrina Donadio al Corriere della Sera racconta la nuova vita di Sposini: “Abbiamo avuto un passato pieno di liti, ma oggi siamo diventati grandi amici — spiega lei —. Abbiamo una figlia, Matilde, che ha 14 anni e ama il padre sopra ogni cosa. E anche Andrea, il bambino che ho avuto poi con mio marito, stravede per lui. Ha sei anni ed è cresciuto con la malattia di Lamberto: è parte della nostra famiglia”.

Sono passati cinque anni da quel 29 aprile 2011 in cui il conduttore è stato strappato via dalla sua vecchia vita. Strappato via dai suoi impegni, dal suo lavoro, dai suoi amici di allora per colpa di un’emorragia cerebrale che ha chiuso di colpo quella che fino ad allora era stata la sua normalità. Da quel momento è iniziata una nuova vita, un nuovo Lamberto Sposini. Non può parlare, non con la voce. Ma lo fa con gli occhi e per una volta non è una frase fatta. Osserva tutto con l’intensità di chi non va di fretta, di chi vuole capire, e così anche le bolle di sapone diventano uno spettacolo inatteso, a cui rispondere con entusiasmo. Lo fa seduto sulla poltrona che ha tenacemente raggiunto, aiutandosi con un bastone. Sorride quando osserva la sua ex compagna, Sabina Donadio, impegnata a sistemare i fiori.

“L’altro giorno ho beccato nostra figlia che stava guardando online un tuo vecchio filmato — gli racconta Sabina —. Mi ha guardata e mi ha detto: io da grande voglio fare la giornalista. Ma non come te, come mio padre”. (…) Se c’è mai qualcosa che gli ha insegnato questo suo nuovo capitolo, è imparare a lasciarsi sorprendere dalla vita. Ci sono dei quasi miracoli, come quello che gli permette di cantare. Basta sentire le musiche delle sue canzoni preferite che le parole, le stesse che altrimenti non riesce ancora a pronunciare, tornano, all’improvviso facili da ripetere. Ma anche le piccole cose vanno benissimo. Come quando si perde ad osservare un albero, con i rami mossi dal vento. O come quando si illumina davanti alla bellezza di un bambino che gioca con le bolle di sapone.

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