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Lancia cucciolo di cane dal finestrino dell’auto in corsa

ROMA – Abbandona un cucciolo di cane di tre mesi gettandolo dal finestrino dell’auto in superstrada. A processo. L’uomo, un quarantenne romano con un passato da volontario in un canile comunale, è stato accusato dal conducente di un’auto che lo scorso giugno passava sulla sua stessa strada, ma in direzione opposta, e che lo avrebbe visto gettare dal finestrino il cagnolino.

Il quarantenne avrebbe dovuto pagare duemila euro di multa per abbandono di animali, ma si è rifiutato di pagare ed è finito a processo. Lui si dice innocente, ma sono due i testimoni contro di lui: il conducente dell’auto e uno dei passeggeri a bordo.

La vicenda è raccontata da Michela Allegri sul Messaggero:

Metà pomeriggio, giugno inoltrato. Un gruppo di ragazzi sta percorrendo la Nettunense. Alle 16,30 il conducente inchioda l’auto, fa inversione di marcia e parte all’inseguimento di una Toyota Yaris di colore grigio scuro. Nella carreggiata opposta, in zona Ardeatina, all’altezza di via Santa Fumia, ha visto un uomo lanciare un cagnolino dal finestrino dell’auto e ripartire a tutta velocità. La Toyota accelera, svolta a destra appena può. I ragazzi fanno in tempo a segnare il numero di targa e tornano indietro per soccorrere il cucciolo.

Lo raccolgono dalla strada, lo caricano in macchina e lo portano da un veterinario. La bestiola è spaventata ma sta bene. (…) I giovani, poi, decidono di sporgere denuncia. Raccontano ogni cosa ai vigili del XII gruppo, sezione Nae.

Michela Allegri ha raccolto il racconto dell’uomo che ha denunciato l’ex volontario:

“Transitavo in direzione Nettunese, in compagnia di tre amici. Ad un tratto vedevo un’auto di tipo Yaris ferma davanti a un cancello. L’uomo al volante lanciava dal finestrino un cagnolino. Poi, ripartiva nella direzione opposta alla nostra. Ho fatto subito retromarcia, ho cambiato carreggiata e l’ho inseguito per vedere il numero di targa. Lui ha accelerato e ha svoltato appena possibile e io sono tornato indietro per accertarmi delle condizioni del cucciolo”.

Il caso viene poi passato alla Procura, che apre un’inchiesta.

Per gli inquirenti, si tratta di una contravvenzione punibile con una sanzione pecuniaria da duemila euro: si legge nel decreto penale di condanna notificato dalla pm. L’imputato, però, rifiuta di saldare il conto e preferisce affrontare il processo dal banco degli imputati. Ieri, l’ultima udienza del dibattimento. Il quarantenne viene sentito e, rispondendo alle domande dell’accusa, nega ogni addebito e dice di essere un amante degli animali. Per rendere più credibile la circostanza sottolinea di aver prestato servizio come volontario in un canile comunale. Ora, la decisione passa nelle mani del giudice.


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