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Latiano: Antonio Di Cataldo ucciso da padre Cosimo per soldi

LATIANO – Un uomo di 33 anni, Antonio Di Cataldo, è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa dal padre Cosimo, che si è poi costituito. E’ accaduto nella tarda serata di martedì 26 luglio a Latiano, in provincia di Brindisi. A quanto appreso dall’Ansa la vittima, 33 anni, si era recato a casa del genitore, Cosimo, per chiedere del denaro. Ne è seguita una accesa discussione, al termine della quale è partito il colpo che lo ha centrato alla testa. I fatti si sono verificati in una abitazione che si trova nei pressi del campo sportivo in via Francesco Scarafile. Sul posto i Carabinieri, la Polizia e il medico legale Antonio Carusi, incaricato dal pm Francesco Carluccio di eseguire una prima ispezione cadaverica. A quanto si è appreso, il padre della vittima ha chiamato i carabinieri e ora si trova in caserma dove viene ascoltato.

Stefania De Cristofaro aggiunge su Brindisi Report:

Stando alla primissima ricostruzione dei fatti, a chiedere l’intervento dei militari sarebbe stata la mamma di Antonio Di Cataldo: avrebbe assistito alla litigata tentando di calmare il marito, senza risultato, e lei stessa vedendo il figlio sanguinante ha chiamato i soccorsi chiedendo di fare presto. Per Antonio Di Cataldo non c’è stato niente da fare.

Dal revolver del genitore sarebbero partiti sei colpi in sequenza: almeno tre avrebbero colpito il figlio, uno alla testa, rivelatosi mortale. Sul posto anche il medico legale Antonio Carusi a cui è stato chiesto di procedere con una prima ispezione cadaverica.

Quando sono arrivati i militari, Cosimo Di Cataldo, ha confessato in lacrime di aver sparato il figlio: non voleva uccidere, la situazione è precipitata all’improvviso nel volgere di qualche istante. I carabinieri non hanno potuto fare altro che portarlo in caserma, dove è stato contattato un avvocato difensore e procedere con i rilievi per l’informativa di reato che questa mattina sarà trasmessa al sostituto procuratore che, per ora, procede contestando l’omicidio aggravato dal legame familiare.

 


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