Cronaca Italia

Latisana, bimba respinta all’asilo: la mamma no vax chiama i carabinieri

Latisana, bimba respinta all'asilo: la mamma no vax chiama i carabinieri

Latisana, bimba respinta all’asilo: la mamma no vax chiama i carabinieri

UDINE – Ha portato la figlia all’asilo senza firmare l’autocertificazione sull’avvenuta richiesta di vaccinazione, ma quando la scuola l’ha richiamata agli obblighi di legge vietando l’ingresso alla bambina, la mamma ha chiamato i Carabinieri. L’episodio, riportato oggi dal Messaggero Veneto, si è verificato lunedì mattina in una scuola dell’infanzia a Latisana, in provincia di Udine. “Voglio vaccinarla ma è una questione di privacy”, ha puntato i piedi la mamma. Ma sulla sua pagina Facebook fioccano gli slogan no vax.

Il personale dell’istituto aveva già richiamato venerdì la donna, ricordandole l’obbligo di presentare l’autocertificazione. Ma lunedì la mamma ha riportato la figlia a scuola senza i documenti richiesti e, a fronte della nuova richiesta del personale di firmare i certificati, la signora ha richiesto l’intervento di Carabinieri e Polizia locale che hanno solo registrato l’episodio.

A detta della donna il documento che attesta l’avvenuta richiesta all’Asl a fissare un appuntamento per la profilassi obbligatoria della bambina di 2 anni, si chiude con la precisazione che “i dati forniti saranno trattati dal personale scolastico, docente e non docente”. Dicitura che, secondo lei, violerebbe la privacy della figlia.

Alla fine la bambina è stata ammessa a scuola con riserva per un solo giorno. Ma su Facebook la donna non ha resistito alla tentazione di raccontare quanto accaduto, con tanto di nome, cognome e foto della figlia. Alla faccia della privacy.

“La legge sui vaccini prevede diverse opzioni – ha scritto la mamma  – ovvero la presentazione di una dichiarazione in cui si indica quali vaccinazioni sono state effettuate, esonero, omissione o copia della richiesta di appuntamento presso l’Asl per la vaccinazione. Pertanto, io che non ho vaccinato allego copia di raccomandata all’Asl. Venerdì vengo diffidata dal portare mia figlia in asilo in quanto non ho compilato e firmato una dichiarazione imposta dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Il documento – conclude – non è assolutamente conforme ai fini della legge, che rifiuto quindi di firmare. Chiedo che i dati personali vengano trattati solo dal dirigente scolastico, come autorizzato dal Garante della Privacy”.

Oggi, martedì 12 settembre, la bimba è stata regolarmente accolta all’asilo. L’avvocato ingaggiato dalla madre ha presentato la cartolina di invio della raccomandata con cui la signora ha chiesto un appuntamento all’azienda sanitaria per la vaccinazione. Il sindaco di Latisana, Daniele Galizio, ha spiegato che a questo punto “c’erano gli elementi per accogliere la bambina in asilo”. La normativa prevede infatti che sia firmata l’autocertificazione di avvenute vaccinazioni o prodotta la prova di aver chiesto un appuntamento all’azienda sanitaria.

“Lo avevamo spiegato ieri alla signora – ha aggiunto il sindaco – che aveva prodotto solo una lettera senza prova dell’invio di una raccomandata, di una pec o di un numero di protocollo”. “Di sicuro l’asilo si è comportato in modo corretto, non poteva fare altrimenti perché ha delle responsabilità – ha concluso – La bambina non è stata né trattata male né allontanata, ieri è rimasta in asilo fino alle 13 in attesa che si delineasse la situazione”.

To Top