Blitz quotidiano
powered by aruba

Lavagna (Ge), arrestato il sindaco (‘ndrangheta e rifiuti)

ROMA – Lavagna (Ge), arrestato il sindaco (‘ndrangheta e rifiuti). C’è anche il sindaco di Lavagna (Genova) Giuseppe Sanguineti tra gli arrestati nell’ambito dell’operazione della Polizia contro il traffico illecito di rifiuti in provincia di Genova, gestito da presunti appartenenti alla ‘ndrangheta.

Nei confronti del primo cittadino sono stati disposti gli arresti domiciliari. In manette anche un consigliere comunale in carica eletto in una lista civica e un ex parlamentare della zona che non svolge più alcun incarico pubblico. Anche nei loro confronti il Gip ha disposto gli arresti domiciliari.

Tra le otto persone arrestate a Lavagna, le cinque condotte in carcere sono i componenti di due famiglie. Si tratta dei fratelli Paolo, Antonio e Francesco Nucera, e dei fratelli Francesco Antonio e Antonio Rodà. Le tre persone ai domiciliari sono politici: Gabriella Mondello, Giuseppe Sanguineti e Massimo Talerico. Due persone hanno l’obbligo di residenza: Giovanni Nucera di Antonio e Massimiliano Arco.

Gli indagati sono in tutto 23. Secondo gli investigatori, i capi della ‘locale’ sarebbero Paolo Nucera e Francesco Antonio Rodà. Ai politici viene mossa l’ accusa di abuso di ufficio in concorso legato al trasporto e allo stoccaggio di rifiuti nel sito temporaneo di via Madonna della Neve, che le famiglie dei calabresi indagati avrebbero ottenuto, secondo l’accusa, con pacchetti di voti in cambio di appalti. Secondo l’accusa, l’appalto, che era scaduto, sarebbe stato rinnovato in modo irregolare con forti pressioni sui politici.

Nel corso dell’operazione sono anche stati sequestrati diversi beni mobili, immobili, depositi bancari e società per un valore complessivo di circa due milioni, nella disponibilità di presunti affiliati alla ‘ndrina Roda-Casile di Condofuri (Reggio Calabria). Sono inoltre stati sequestrati il sito di stoccaggio dei rifiuti di Lavagna (Genova), gestito dalla famiglia Nucera, e bar e chioschi gestiti da soggetti vicini agli arrestati, per irregolarità amministrative.

Secondo gli inquirenti, i componenti della famiglia Nucera sarebbero a capo della struttura della ‘ndrangheta che opera nel levante ligure. Nel corso delle indagini gli investigatori hanno accertato una serie di gravi violazioni della normativa ambientale: falsificando i documenti, gli appartenenti all’organizzazione avrebbero sversato in discarica grossi quantitativi di rifiuti pericolosi. (Il Messaggero)