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Lavoro nei campi, in 400mila a meno di 2,5 euro l’ora

ROMA – Lavoro nei campi, in 400mila a meno di 2,5 euro l’ora, 25-30 euro al giorno, per turni di dieci-dodici ore. Si tratta di lavoratori per lo più stranieri (otto su dieci), ma anche italiani.

I dati arrivano dallo studio The European House-Ambrosetti su dati Flai Cgil relativi al 2015, che sottolinea come l‘agricoltura sia l’unico settore dove il lavoro nero continua ad aumentare, sottraendo allo Stato 600milioni di euro l’anno. Il tasso di irregolarità è passato dal 18,5% dei lavoratori nel 2000 al 22,3% nel 2013, secondo gli ultimi dati dell’Istat. E’ un livello molto superiore a quello medio dell’economia italiana (12,8%).

Alla paga di chi lavora sotto caporali, pari alla metà di quanto stabilito dai contratti nazionali, vanno poi essere sottratti i costi del trasporto, circa 5 euro, l’acquisto di acqua e cibo e l’affitto degli alloggi, per lo più baracche.

Provati dai carichi di lavoro, dall’esposizione alle intemperie e dalla mancanza di acqua corrente e di servizi igienici, tre lavoratori su quattro si ammalano durante la stagione. Si tratta di disturbi per lo più curabili con semplici terapie antibiotiche ma che si cronicizzano se non ci si può rivolgere ad un medico e se non si hanno i soldi per i farmaci. Le vittime di questa situazione sono state, nella sola estate del 2015, almeno dieci.

Contro il caporalato, il governo ha una strategia incentrata sul disegno di legge (firmato dai ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina, della Giustizia Andrea Orlando e del Lavoro Giuliano Poletti) che  inasprisce le sanzioni penali e patrimoniali contro i caporali, prevede l’accoglienza degli stagionali, introduce indennizzi per le vittime e rafforza la rete del lavoro agricolo di qualità.

Un passo in più potrebbe arrivare da una stretta sui voucher, i buoni per il lavoro occasionale che hanno visto un boom nel 2015 (ne sono stati emessi 115 milioni, il 66% in più rispetto al 2014) e, secondo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, hanno portato in agricoltura a “un’immersione del lavoro che era regolare”. Sull’utilizzo dei voucher anche il ministero del Lavoro e l’Inps hanno avviato nei mesi scorsi un monitoraggio.