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Le Iene, servizio su lupi in Italia da abbattere. Polemica

CAMPOBASSO – “Più che di iene si è trattato di bufale, cioè di informazioni scorrette e di dati totalmente infondati”. Così Enrico Ottolini, delegato del Wwf Italia per l’Emilia-Romagna, ha commentato il servizio andato in onda martedì sera su “Le Iene”, il programma di Italia 1. La “iena” Veronica Ruggeri ha infatti intervistato alcuni abitanti tra Borgotaro e Compiano definendoli “esasperati” a causa dei continui attacchi dei lupi (chiamati “superpredatori”), che si scaglierebbero contro gli animali “4 o 5 volte a settimana”, racconta una testimone. Alcuni dichiarano che andrebbero abbattuti, altri che si affiderebbero all’autodifesa sparando o accoltellando i lupi nel caso se li trovassero davanti.

“E’ sbagliato – spiega Ottolini – parlare di migliaia di lupi, di aggressioni quotidiane e della leggenda del rischio per le persone, mettendo sullo stesso piano le opinioni di alcuni residenti locali non rappresentativi, con dati ed indicazioni di un centro di ricerca autorevole come il Wolf Appennine Center. Ed è ancora peggio presentare gravi atti illegali di bracconaggio, pericolosi per altre specie e per le persone, come ‘un modo per difendersi dal lupo’. Il Wwf conosce bene la realtà dell’Appennino emiliano dove gestisce anche alcune Oasi, fra cui la la Riserva Naturale Regionale dei Ghirardi, che si trova esattamente nella zona dove è stato girato il servizio delle Iene. La Riserva ospita un’azienda agricola, con cavalli, mucche, pecore, capre e altri animali domestici. Grazie ad alcune misure, come i cani da guardiania, la presenza del lupo qui non è un problema, anzi, è un fattore di contenimento della popolazione di cinghiale, che a differenza del lupo ha un impatto notevole sull’agricoltura”.

Ma oltre alle proteste del Wwf, c‘è anche un esposto alla Procura di Campobasso nel quale il presidente della “Società italiana per la storia della fauna – Giuseppe Altobello onlus” di Baranello (Campobasso), Corradino Guacci, chiede di accertare eventuali ipotesi di reato nel servizio trasmesso da Le Iene. “Nello stesso – spiega Guacci – si dà ampio spazio, enfatizzandola, alla paura del lupo, rappresentato dagli intervistati come un animale feroce e aggressivo tout court, presente in migliaia di capi e un pericolo per l’uomo. Le numerose inesattezze e i toni – aggiunge – sono tali da procurare un ingiustificato allarme nell’opinione pubblica, ma il fatto più grave, in merito al quale abbiamo presentato l’esposto, sta nelle dichiarazioni rilasciate da un presunto bracconiere il quale afferma spavaldamente di aver già ucciso, nel corso di quest’anno, ben quindici lupi. Lo stesso indugia sulla descrizione di dettagli delle tecniche di cattura e uccisione. Dispiace – conclude – che un programma come Le Iene, solitamente attento al rapporto uomo-natura, abbia in questo caso favorito una informazione fuorviante”.


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