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Lecce, niente tac pubblica: malati di tumore risarciti

LECCE – A Lecce non ci sono ospedali in cui è possibile fare una pet-tac, i pazienti devono andare in cliniche private e la Regione viene condannata a rimborsare quelli malati di tumore. E’ quanto prevede la sentenza del tribunale di Appello che ha accolto la richiesta di un gruppo di 70 pazienti oncologici che si era rivolto ad una struttura privata per fare la pet, arrivando a spendere fino a mille euro ciascuno.

Secondo il giudice, come spiega Chiara Spagnolo sull’edizione di Bari de La Repubblica,

“in assenza di strutture pubbliche in cui eseguire gli esami necessari in tempi rapidi, i pazienti oncologici possono rivolgersi a quelle private e ottenere il rimborso delle cifre spese”.

 

Con questa sentenza i settanta malati che cinque anni fa avevano dovuto pagare tra gli 800 e i mille euro a testa per sottoporsi ad una pet-tac in una clinica privata saranno risarciti con centomila euro a testa, in media.

Spiega Spagnolo:

“Almeno settanta sono le persone che si sono affidata al Codacons per tutelare il diritto ad avere prestazioni diagnostiche in tempi rapidi e a costo zero, così come prevede la legge per chi è malato di tumore. Tredici sono state le cause intentate dall’avvocato Massimo Todisco, tutte vinte in primo grado e quattro anche in appello, con la Regione costretta a pagare rimborsi che si aggirano intorno a 70mila euro e spese legali che fanno lievitare i costi fino a superare i 100mila.

L’ultima sentenza è a firma del giudice Anna Francesca Capone, e ha evidenziato come in assenza di strutture pubbliche in cui eseguire gli esami necessari in tempi rapidi, i pazienti oncologici possono rivolgersi a quelle private e ottenere il rimborso delle cifre spese. Tale principio potrebbe valere anche per casi come quello della cinquantunenne di Campi, a cui è stata fissata una tac per l’ottobre 2017, o per altre persone nelle stesse condizioni, costrette a ricorrere a strutture private per ottenere diagnosi che, in quelle pubbliche, arriverebbero solo a distanza di molti mesi.

Anche la Asl di Brindisi, intanto, è stata condannata a risarcire con un milione ottocentomila euro una persona nata venti anni fa con una grave malformazione a causa di un errore medico. La sentenza del giudice civile Antonio Natali diventerà esecutiva”.


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